DM Prelex: la tonnara!

Roma -

Il cosiddetto DM Prelex è sicuramente scandaloso. Uno scandalo per chi lo ha pensato e surrettiziamente introdotto in una legge, uno per quei sindacati che da tempo stanno introducendo nel MEF distinzioni salariali in accordo con l’Amministrazione, caratterizzati più dalla logica del do ut des che da quella della tutela generale dei lavoratori, e che ora balbettano di equità e di discordia tra i lavoratori del MEF, a loro dire determinata dalle posizioni di contrarietà palese assunte da alcune sigle sindacali.

È utile ripercorrere alcune tappe di questa assurda vicenda. Lo scorso autunno tutte le organizzazioni sindacali con un inaspettato guizzo unitario chiedevano, a partire dalle istanze di alcune RTS e degli uffici centrali, la perequazione dell’indennità d’Amministrazione con il dipartimento delle Finanze. Si svolsero incontri con l’Amministrazione e con il sottosegretario Paolo Baretta (già CISL). Tutti condividevano la necessità di trovare le risorse per dare seguito alla giusta perequazione tra i lavoratori del MEF. Contemporaneamente veniva introdotto, da mani “ignote” (RGS?), un emendamento alla legge di stabilità 2018, che destina solo ad alcuni uffici del nostro dicastero 7 milioni di Euro. Ora qualcuno, CGILCISLUIL, si accorge che esiste il dividi et impera, forse dovrebbe ricordarlo (e usiamo appositamente il singolare) anche quando firma accordi come quelli per il pagamento del CUT, risorse, e anche queste sostanziose, destinate solo alle Commissioni Tributarie cosiddette virtuose. I sindacati complici dell’Amministrazione hanno anche introdotto una serie di regalie camuffate da indennità utilizzando il Fondo Unico d’Amministrazione, hanno accettato che gli addetti alla sicurezza venissero premiati, sempre utilizzando le risorse di tutti (FUA). Questi “signori” dovrebbero sapere che la gestione della sicurezza è di esclusiva competenza dell’Amministrazione, quindi anche i suoi costi, mentre tutti i sindacati, ad esclusione dell’USB, hanno condiviso la visione del Consigliere Ferrara di far pesare i costi della sicurezza sul FUA.

Insomma una mattanza dell’unità salariale che non è iniziata con questo famigerato DM, è un percorso intrapreso da tempo tra sindacati che cogestiscono e Amministrazione. Una tonnara che esclude i piccoli e individua i grossi non è un caso che quasi tutti i dirigenti sono beneficiari di questa regalia, dove però i piccoli soccombono e i grandi godono e che mette i lavoratori uno contro l’altro. Una guerra tra poveri, inclusi contro esclusi e viceversa.

Riteniamo che per buon senso e con la volontà di ripristinare l’armonia tra i lavoratori questa norma debba essere cancellata o in subordine le risorse stanziate debbano essere distribuite a tutti i lavoratori del MEF, come avvio della perequazione che è poi bellamente naufragata insieme al governo che l’aveva promessa e che ha invece partorito questa ennesima porcheria.

La nostra opposizione alla divisione retributiva del personale resta un punto fermo, così come la non firma di accordi e contratti iniqui.

A uguale lavoro uguale retribuzione. Qui si apre un nuovo capitolo di discussione, ossia le motivazioni di merito di queste norme come di molti accordi per la distribuzione del FUA.

Cosa farebbero di più dei loro compiti istituzionali questi uffici per meritare il ricco premio? Voci parlano di disagio per i lavoratori inclusi dimenticando che per questo esistono già innumerevoli istituti contrattuali per retribuirlo: turni, reperibilità, straordinario e quant’altro vogliano aggiungere i firmatari tout court, e spesso a perdere, di CCNL. Una Amministrazione virtuosa, efficace ed efficiente dovrebbe intervenire sull’organizzazione del lavoro eliminando o riducendo ogni tipo di disagio per i propri lavoratori. Non è certo con le regalie che si supera il disagio disorganizzativo.

In chiusura vogliamo ricordare che il tentativo di escludere l’unico sindacato libero, non convocandolo ai tavoli nazionali per effetto dell’art. 7 del CCNL, è stato invocato e difeso proprio dai sindacati complici che oggi “balbettano” di unità dei lavoratori. Questi ultimi non vogliono che l’USB sedendo ai tavoli negoziali faccia puntuale controinformazione tra i lavoratori sul loro pessimo operato. Ma il diavolo fa le pentole e dimentica i coperchi. La nostra azione di controinformazione sarà costante e i loro atti alla fine sono sotto gli occhi di tutti. Non faremo sconti a nessuno com’è nella nostra natura. Siamo sempre stati favorevoli alla perequazione retributiva e questo potrebbe essere un primo passo verso l’introduzione di un’unica indennità d’amministrazione al MEF.

Chiediamo al “governo del cambiamento” segnali veri di discontinuità con coloro che li hanno preceduti. Ci aspettiamo un’azione tendente a ridurre le disparità di trattamento economico entro le Amministrazioni e tra le Amministrazioni, un Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro vero e non la porcheria firmata dai confederali e dall’agonizzante governo uscente prima delle elezioni politiche del 4 marzo.

Difenderemo la giusta retribuzione di tutti e la democrazia sindacale dagli attacchi di CGIL CISL e UIL.

Il Coordinamento Nazionale USB MEF