L'incontro del 2 maggio 2006

I giochi fatti sulla pelle dei lavoratori

Roma -

 

L'incontro con l'amministrazione del 2 maggio 2006 ha messo fine al "tormentato" percorso, iniziato da circa un anno, sul destino degli idonei della riqualificazione.

La situazione di questi colleghi, è l'ultima nefasta conseguenza, in ordine temporale, dei procedimenti di riqualificazione attuati nel nostro dicastero.

I numerosi incontri che si sono tenuti sull'argomento e le più fantasiose soluzioni ipotizzate, hanno sempre cozzato contro i meccanismi perversi innescati da queste infami procedure di riqualificazione.

Basta pensare all'accordo siglato da Cisl, Uil ed Unsa il 1 ottobre 2003 (sbandierato come una grande conquista da parte dei lavoratori) che, di fatto, ha ridotto i posti a concorso generando, in tal modo, quello che loro, poi, hanno chiamato PROBLEMA IDONEI.

Per concludere con l'intesa sugli idonei sottoscritta il 14.9.2005 da Cgil, Cisl, Uil, Unsa, Intesa e Flp.

 

Tutte queste sigle sindacali firmatarie di accordi, subaccordi, modifiche ed integrazioni al contratto integrativo di amministrazione, si sono trovate, quindi, di fronte ad una situazione paralizzante, poiché qualsiasi soluzione praticata sarebbe risultata iniqua e discriminatoria.

 

Si è assistito, pertanto, ad un stravagante e goffo tentativo, da parte delle OO.SS. autrici e firmatarie, di coprire le loro macroscopiche responsabilità, a prescindere dalla loro posizione sulle proposte avanzate dalla parte pubblica.

 

Paradossalmente, è stata solo l'amministrazione, pur implicitamente e tra le "righe", a prendere atto di questa maligna escrescenza nata con le code della riqualificazione e della sua difficile soluzione.

Certamente, questa presa d'atto, non la esime dalle conclamate innefficienze e responsabilità rivestite lungo tutto il corso delle procedure, reiterate anche nell'ultimo incontro con l'elaborazione di una proposta pragmatica, supportata solo dalle disponibilità numeriche, per la sistemazione di un numero ridotto di idonei C3.

L'assenza di prospettive e segnali positivi per tutti gli altri idonei B3 e C2 e l'assordante silenzio rivolto nei confronti dei lavoratori dell'area A e B3, in attesa di un concreto riconoscimento professionale, risulta grave e preoccupante.

 

La RdB/CUB, sola sigla sindacale non coinvolta in questo gioco sulla pelle dei lavoratori, oltre ad aver ribadito le forti posizioni di contrarietà già espresse durante tutto l'iter delle riqualificazioni, ha riaffermato la mancanza di una strategia complessiva in merito al riconoscimento del diritto di carriera.

 

L'unica vera alternativa rimane la pratica conflittuale portata avanti collettivamente e senza prestarsi ad operazioni di divisioni fittizie, strumentali, tra lavoratori.

Il Coordinamento Nazionale USB MEF