CHIUSURA DTEF: LA PARTITA SI GIOCA NELLE SEDI PERIFERICHE. E SULLA FORMAZIONE, IL DAG “BALLA DA SOLO”

In allegato la documentazione

Roma -

Roma, 31/1/2011. Riunione blanda e, per certi aspetti, priva di significato quella che si è tenuta giorni fa in merito alla formazione del personale del MEF per l’anno 2011.



L’Amministrazione ha presentato contemporaneamente sia il piano di formazione generale del MEF che quello specifico della Ragioneria Generale dello Stato, comprese le sedi periferiche delle RTS (che alleghiamo), precisando che lo stesso era stato predisposto sulla base di quanto richiesto dai singoli Dipartimenti.

 



Preso atto del taglio del 50% della spesa per la formazione del personale dettato dalla legge 122/2010 (la c.d. manovra taglia salari di Tremonti) e del numero di posti complessivi che non risulta pertanto adeguato a coprire il fabbisogno formativo di tutti i lavoratori del MEF, la USB MEF ha evidenziato con il proprio intervento alcuni punti di caduta della proposta presentata dall’Amministrazione:



·            la mancanza di una ripartizione dei posti disponibili per singolo Dipartimento;



·            la totale assenza di un percorso formativo in materia di relazioni sindacali;



·            il risibile numero di posti disponibili per i corsi concernenti la sicurezza sul posto di lavoro;



·            la spropositata previsione di posti riservata ai percorsi formativi riguardanti la c.d. “riforma Brunetta” e i sistemi di valutazione della performance individuale;



·            l’assenza di un percorso formativo specifico concernente il processo tributario per il personale delle Commissioni Tributarie;



·            la presenza di un mero richiamo alla formazione per il personale delle ex DTEF e delle RTS senza alcuna previsione specifica sulla tempistica e sulla quantificazione dei posti, nonostante l’approssimarsi della data del 1 marzo p.v. prevista dal decreto attuativo sulla chiusura delle DTEF.

 



La tanto puntuale quanto colpevole assenza di un rappresentante della Direzione della Giustizia Tributaria all’interno della delegazione di parte pubblica ha, di fatto, impedito qualsiasi chiarimento e confronto sulla mancanza di un progetto formativo per il personale delle Commissioni Tributarie.



Ed ancor più grave si è rivelata l’assenza di un rappresentante della RTS che potesse fornire i necessari chiarimenti in ordine al piano formativo presentato e soprattutto in ordine alla totale carenza di una qualsiasi proposta riguardante il personale delle DTEF e delle RTS.



È ormai chiaro, se ancora ce ne fosse bisogno, che alle prime manifestazioni di intenti formulate dalla RGS, finalizzate alla realizzazione di un percorso trasparente e condiviso in ordine alla riorganizzazione delle RTS a seguito della soppressione delle DTEF e alla conseguente riallocazione delle funzioni, stia seguendo invece un’attività del tutto unilaterale e dettata unicamente dall’esigenza del “nessuno disturbi il manovratore”.



Necessariamente in questo contesto deve essere inquadrata, infatti, la c.d. circolare sull’affiancamento diramata negli uffici periferici senza alcuna informazione preventiva alle parti sociali e i cui effetti conseguenziali vanno ben oltre il concetto di “trasferimento della conoscenza tra lavoratori” (leggasi formazione a costo zero) tanto vantato dall’Amministrazione, determinando di fatto la riorganizzazione delle future RTS senza alcun confronto con le OO.SS..



A questa deplorevole situazione di caos “disorganizzato”, peraltro ampiamente previsto dalla USB MEF, va ad aggiungersi il definitivo chiarimento fornito ufficialmente dall’Amministrazione, a seguito di precise sollecitazioni in tal senso, in ordine alle istanze di revoca di trasferimento ad AAMS presentate da alcuni lavoratori. Il capo della delegazione di parte pubblica ha infatti dichiarato che eventuali istanze di revoca delle domande di trasferimento ad AAMS, qualora presentate, dovranno necessariamente essere accolte dall’Amministrazione, trattandosi di un mero recesso da una manifestazione di volontà individuale precedentemente espressa ma non ancora perfezionata dall’effettivo transito dell’interessato nei ruoli dell’AAMS.



È chiaro che a questo punto, stante l’assenza dell’interlocutore istituzionale, la partita per contrastare questo ennesimo attacco allo stato sociale e all’occupazione si giocherà nel prossimo mese presso le sedi periferiche del MEF.



La USB MEF, dopo aver promosso un’assemblea molto partecipata dei lavoratori della RTS e della DTEF di Benevento dalla quale sono emerse chiaramente tutte le criticità che si stanno delineando negli uffici periferici del MEF, intende continuare questo percorso con l’indizione immediata, tramite le proprie strutture territoriali, di assemblee dei lavoratori delle DTEF e delle RTS aperte all’utenza al fine di denunciare pubblicamente la vergognosa gestione di questa operazione che si tradurrà, nonostante un conseguente aumento esponenziale dei carichi di lavoro dei lavoratori periferici del MEF, in un taglio dei servizi forniti alla collettività ed in una perdita secca di posti di lavoro sul territorio. A tal fine, si allega un documento (lettera aperta) che, dopo essere stato condiviso con i lavoratori, dovrà essere inviato ai referenti istituzionali sul territorio e dovrà essere oggetto di diffusione all’utenza e agli organi di stampa locali al fine di sensibilizzare i cittadini su quanto sta accadendo nelle sedi periferiche del MEF.



La USB MEF, inoltre, conferisce mandato alle proprie strutture territoriali di richiedere l’apertura del tavolo negoziale in tutte le sedi di contrattazione ove si sia proceduto, nell’applicazione di quanto disposto dalla c.d circolare sull’affiancamento, alla surrettizia definizione dell’organizzazione del lavoro delle future RTS senza il necessario confronto con le OO.SS.. Si allega, a tal fine, una bozza della richiesta da inoltrare all’Amministrazione.

 

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