Dipartimento del Tesoro: una sperimentazione dannosa

Roma -

 

Dipartimento del Tesoro: una sperimentazione dannosa per i lavoratori.

 

Giovedì 10 maggio 2007, si è svolto il previsto incontro con i responsabili del Dipartimento del Tesoro, su due importanti argomenti: l'analisi dell'avvio del processo di sperimentazione del sistema di valutazione del personale appartenente alle aree professionali ed una integrazione all'accordo sul fondo di sede per l'anno 2006, già siglato lo scorso 6 luglio.

Sembrano argomenti apparentemente diversi e distanti ma, in realtà, sono speculari.

Ma, oltre ad una loro correlatività, sono argomenti di rilevante importanza anche per tutti gli altri lavoratori del ministero in quanto, sia l'oggetto che le valutazioni, si ritrovano in tutte le puntate messe in onda, da mesi, della "telenovela" sulla individuazione di criteri e parametri oggettivi per la valutazione dell'apporto individuale del personale, introdotti, nel MEF, con gli accordi sulla "cartolarizzazione" e sulla assistenza dei modelli 730 e sulle economie di gestione.

Fuori dal MEF, con il memorandum sul pubblico impiego siglato tra il Governo e CGIL, CISL, UIL.

Infatti, se, per quanto concerne il fondo di sede per l'anno 2006 del Dipartimento del Tesoro, si è proceduto ad inserire una legittima e sacrosanta tutela concernente l'equiparazione alle presenze, delle assenze per terapie salvavita in caso di patologie gravi (art. 21, comma 7bis, del CCNL), tutte le organizzazioni sindacali (CGIL, UIL, FLP, INTESA e UNSA), ad esclusione delle RdB/CUB MEF, hanno condiviso, con l'amministrazione, la prosecuzione della procedura relativa alla Sperimentazione del Sistema di Valutazione del Personale del Dipartimento del Tesoro, attivata proprio con l'accordo del fondo di sede siglato il 6 luglio 2006.

Non ci interessa soffermarci più di tanto sui vari "tecnicismi" della procedura messa in atto né, tanto meno, sulla criticità del sistema e degli eventuali correttivi da apportare.

Lo stesso documento di analisi, illustrato dalla parte pubblica nella riunione di giovedì, ci potrebbe facilmente agevolare nello svolgere questo compito, a partire dalla posizione di totale subalternità nei confronti della dirigenza, con cui i lavoratori del Dipartimento del Tesoro sono stati collocati, per giungere alla totale mancanza di un sistema di tutele dei lavoratori avverso le eventuali assegnazioni di compiti non corrispondenti alla realtà, dei risultati attesi e delle competenze prescelte.

Insomma, si tratta di una procedura unilaterale e senza nessuna reale verifica condivisa.

Persino statisticamente inutile mancando, per esempio, un dato fondamentale: l'incidenza, sulle competenze e sui compiti,  dell'attività svolta da quella consistente "fetta" di lavoratori precari, interinali, subordinati e non contrattualizzati presenti a "iosa" nel dipartimento.

Trincerarsi, come fanno le organizzazioni sindacali, tranne le RdB/CUB MEF, sulla mancata incidenza economica in quanto il sistema riveste esclusivamente un carattere sperimentale, non è, a nostro avviso, un comportamento dignitoso nei confronti dei lavoratori.

Significa, infatti, assumersi consapevolmente il ruolo di "pinocchietti".

In realtà, si è voluto offrire e si continua ad offrire tuttora all'amministrazione, la possibilità di trasformare quello che è, oggi, sperimentale ma che sarà, domani, un elemento fondamentale per diversificare il salario accessorio, monitorare unilateralmente la produttività individuale del personale, sanzionare i lavoratori più riottosi, introdurre metodologie e processi produttivi svincolati da modelli organizzativi condivisi, delegare alla dirigenza il potere alla remunerazione salariale, colpire le tutele e i diritti dei lavoratori.

Insomma, pur avendo già compiuto un tragico "errore" nel firmare l'intesa a luglio del 2006, le organizzazioni sindacali confederali ed autonome continuano, imperterrite, a perseverare mentre l'amministrazione, come un rullo compressore, smantella uffici (soppressione dello SDAG) e taglia l'organico del personale.

In questo quadro, quindi, l'aver incluso l'art. 21 nel fondo di sede del Dipartimento del Tesoro ma non la sospensione della sperimentazione, risulta riduttivo, parziale e fuorviante, uno specchietto per le allodole utile, a qualcuno, solo per ricostruirsi una parziale "santità", ormai, da tempo persa.

Introdurre l'art. 21 nel fondo di sede del Dipartimento del Tesoro ma non inserirlo, volutamente e insieme a tutte le altre tutele (i portatori di handicap, l'astensione obbligatoria della lavoratrice, l'interdizione dal lavoro delle lavoratrici in stato di gravidanza, l'infortunio sul lavoro o la malattia dipendente da causa di servizio, la donazione di sangue, del midollo osseo e assimilate) nella quota del 30% delle risorse del comma 165 (cartolarizzazione) non cancella, certamente, il danno generato nei confronti dei lavoratori del MEF.

Occorre, invece, contrapporsi e costruire una forte opposizione dei lavoratori per rivendicare salario, diritti e dignità per tutti.

Per questo, la RdB/CUB MEF ha chiesto l'immediata sospensione della sperimentazione e invita tutti i lavoratori del Dipartimento del Tesoro a boicottarla.

RIBELLARSI, E' GIUSTO !

Il Coordinamento Nazionale USB MEF