Pubblico Impiego Ministero dell'Economia e delle Finanze

Che figura di …!

Roma -

Con decreto n. 67120 dell’8 giugno 2016 a firma del Capo Dipartimento del DAG, l’amministrazione rettifica i 3 decreti inerenti alle procedure di progressione tra le aree emanati il 23 maggio u.s.

Le suddette rettifiche eliminano l’ulteriore colpo di mano dell’Amministrazione contro i lavoratori che, nella stesura precedente dei bandi, subivano l’esclusione dalle procedure per il mancato espletamento a qualsiasi titolo dell’esame.

Con la formulazione rivista, invece, sono puniti solo con lo 0 nel punteggio riservato alla formazione.

L’altro ritocco riguarda la revoca, per la Commissione esaminatrice, del potere incondizionato sull’attribuzione dei 18 punti disponibili per l’esame finale. Questa correzione ne dispone l’assegnazione in base alle risposte esatte, ma rimane ancora ambigua rispetto alla prescrizione di pesatura proporzionale delle stesse, stabilita dall’accordo.

Al momento l’amministrazione non ha ancora diramato eventuali disposizioni o chiarimenti per le istanze già prodotte o per variazioni di data della scadenza del bando.

La nostra Organizzazione Sindacale, con gli ultimi 2 comunicati “bandi banditi” del 5 giugno e “mettiamo al bando l’amministrazione del Mef“ del 29 maggio, aveva denunciato l’ulteriore inasprimento degli effetti negativi dell’accordo sulle progressioni economiche contenuti nei bandi. Nei citati comunicati sono stati stigmatizzati il comportamento inqualificabile dell’amministrazione e la tiepida reazione dei sindacati firmatari dell’accordo, ribadendo la netta opposizione dell’USB MEF a questa procedura punitiva per i bisogni e le aspettative dei lavoratori.

L’emissione di questo decreto correttivo non è sicuramente una vittoria per nessuno, anzi è uno spettacolo indecoroso prodotto da un’amministrazione ottusamente reazionaria che annaspa e va in confusione quanto incontra resistenza.

Le scelte di non confrontarsi con le parti sociali e dare libero sfogo alle pulsioni antisociali presenti al suo interno, oltre ai danni ai lavoratori, determinano anche una situazione squalificante per la funzione istituzionale di questa stessa amministrazione che sta rapidamente dirigendosi verso il fondo della peggiore gestione del personale mai avuta al MEF.

Quest’ultimo scivolone introduce rischi aggiuntivi per la procedura, legati anche all’approssimazione usata dall’amministrazione nella fase preliminare e pertanto rafforza ancora di più la determinazione per la nostra Organizzazione Sindacale di stralciare la formazione dalla procedura.

L’eliminazione di questo criterio permetterebbe una procedura veloce, senza rischi di contenzioso e con caratteristiche di equità raggiungibili facilmente con qualche ritocco ai punteggi degli altri 2 criteri.

La USB MEF sta verificando la possibilità di adire le vie legali per chiedere lo stralcio della formazione dai bandi concorsuali. Come da prassi, la nostra Organizzazione Sindacale non chiederà iscrizioni o contributi a vario titolo ai lavoratori ma procederà autonomamente in quanto portatrice di istanze ed interessi collettivi.

Il Coordinamento Nazionale USB MEF

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