Pubblico Impiego Ministero dell'Economia e delle Finanze

CONVERGENZE

In allegato l'accordo su sviluppi economici 2017 e indennità

Roma -

L’Amministrazione e i sindacati collaborazionisti del MEF continuano le “finte contrattazioni” per completare il lavoro di destrutturazione dei diritti e del salario cambiando anche l’uso e le finalità della retribuzione accessoria.

Grazie alle ormai consuete convergenze tra i suddetti sindacati e l’Amministrazione sono mutati l’assetto e le funzioni del nostro Dicastero, a partire dai compiti sempre più orientati verso le banche e le imprese (come da diktat europeo) a discapito dei servizi vivi erogati soprattutto sul territorio.

Questi cambiamenti comportano anche il controllo e l’annullamento di eventuali conflitti, prima ottenuti con una furbesco sistema retributivo modulato anche sulla tempistica dell’erogazione salariale e adesso riadattato alla luce della drastica riduzione dei fondi destinati al salario accessorio.

In queste ultime fasi la nuova strategia è emersa chiaramente con il definitivo affossamento dell’impianto del FUA, nel passato destinato in un modo o nell’altro a tutti i lavoratori ed oggi rivolto a finanziare gruppi e posizioni utili all’Amministrazione e ai sindacati firmatari degli accordi.

L’incontro del 29 marzo 2017 è stato emblematico a questo proposito e l’ampia adesione alla firma dell’accordo (oltre all’USB non ha firmato solo la UIL) conferma la catena inossidabile formatesi tra l’Amministrazione esecutrice del potere politico e i sindacati asserviti.

La cronaca della riunione potrebbe essere liquidata limitandosi semplicemente a definirla “vergognosa” ma, per necessità d’informazione, se ne riportano di seguito gli imbarazzanti dati salienti:

- le progressioni economiche anno 2017 mantengono le caratteristiche ipocrite della formazione (con la sola aggiunta della possibilità di mantenere il punteggio conseguito per chi avesse già effettuato la formazione nell’anno 2016) e la selettività;

- sono state aumentate le posizioni organizzative senza alcuna garanzia di controllo formale sui criteri di conferimento degli incarichi (costo complessivo euro 2.000.000);

- sono state istituite le indennità relative al sistema di gestione della sicurezza destinandole a coloro che rivestono incarichi specifici conferiti unilateralmente dall’Amministrazione (costo complessivo euro 820.000);

- è stata istituita l’indennità per i conducenti di automezzi (costo complessivo euro 115.500);

- è stata stabilita una maggiorazione di euro 1.000 all’indennità vigente per i direttori delle segreterie delle Commissioni Tributarie che accettino, previa partecipazione volontaria ad apposito interpello, l’incarico in una sede diversa da quella di appartenenza per la quale, però, loro stessi hanno deciso di concorrere (sic!).

Il risultato dell’accordo sottoscritto il 29/3 u.s. è chiaro: le risorse erogate ai lavoratori dal FUA passano dai 35 milioni di euro del 2015 a 13 milioni di euro per il 2017 con un’incidenza del costo del sistema indennitario, turni e reperibilità pari a circa il 25% delle risorse disponibili.

La discussione che ha preceduto la firma è stata letteralmente surreale con l’Amministrazione chiaramente soddisfatta e le OO.SS. firmatarie alle prese con pietistiche richieste di modifiche inutili o persino peggiorative.

La USB aveva ampiamente rappresentato la propria indignazione nelle scorse riunioni e non ha inteso aggiungere altro se non la propria determinazione a contrastare lo scempio consumato indegnamente anche a nome dei lavoratori.

La riunione si è conclusa con le seguenti informazioni fornite dall’Amministrazione:

- l’imminente somministrazione a tutto il personale di un questionario sul benessere organizzativo;

- la previsione di un incontro per il 12 aprile con le RSU e le OO.SS. sull’orario di lavoro degli uffici centrali;

- il rientro dei buoni pasto anticipati in previsione dell’introduzione dei ticket elettronici;

- la previsione di un incontro, così come richiesto dalla USB MEF, in merito alla ricollocazione della sede della RTS di Roma con possibile sopralluogo nell’immobile di via Pigafetta.

Questo è il resoconto volutamente scarno della riunione.

La situazione al MEF ormai si è completamente allineata a quella generale e i meccanismi gestionali dell’Amministrazione puntano alla divisione dei lavoratori per disinnescare qualsiasi forma di dissenso organizzato che possa ostacolare la realizzazione dei progetti determinati dal potere politico e finanziario per il nostro Dicastero.

E, nel perseguire le proprie strategie, l’Amministrazione è supportata dai sindacati concertativi, collaborazionisti e/o asserviti che hanno definitivamente e palesemente abdicato alle loro funzioni.

Ma i lavoratori possono dire no a tutto questo, rideterminando i rapporti di rappresentanza e tutela dei propri bisogni attraverso la revoca del consenso a chi li svende per un piatto di lenticchie e dando forza all’USB per riconquistare insieme salario, diritti e dignità.

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