La RTS di Roma in lotta

In allegato la richiesta di sopralluogo della USB PI MEF

Roma -

La vicenda del trasferimento della RTS di Roma, sul tappeto da anni, comincia a delinearsi concretamente nel corso del 2016 con la formalizzazione del piano di riallocazione di alcuni Uffici del MEF in altre sedi.

Il suddetto piano di riallocazione, dettato dalla famigerata spending review, non ha avuto un percorso facile. Al momento solo l’UCB MEF ha cambiato sede, tra l’altro dopo l’incendio della vecchia sede e con ritardi nel completamento di tutte le misure necessarie per il pieno utilizzo della nuova sede.

L’altro ufficio, la DST, destinato allo spostamento nella sede di La Rustica rimane a tutt’oggi in Via Casilina per la determinata opposizione dei lavoratori. La lunga e decisa lotta messa in campo, infatti, ha costretto l’Amministrazione a sospendere il trasferimento e a ricercare un’altra soluzione.

In questi giorni tocca alla RTS di Roma subire le operazioni preliminari per lo smembramento dell’Ufficio nelle due nuove sedi di Piazza Mastai e Via Pigafetta con le modalità arroganti, approssimative e persino pericolose per la salute adottate dall’Amministrazione.

I responsabili dell’Ufficio e del MEF, infatti, non hanno ancora presentato la totalità della documentazione concernente la salubrità e la sicurezza delle nuove sedi, sebbene sia stata richiesta e sollecitata dalla RSU, dal Rappresentante per la Sicurezza dei Lavoratori, da alcune OO.SS. e in particolare dalla USB con nota del 22 marzo 2017 e del 25 maggio u.s.

Il fatto gravissimo è che nella sede di Piazza Mastai è stata riscontrata la presenza d’amianto nei setti e nelle porte tagliafuoco e resta anche da acclarare se il pavimento sia o meno di vinilamianto. Fatto sta che l’Amministrazione delle Dogane e dei Monopoli ha già programmato lavori di bonifica da realizzare nel corso e dopo lo spostamento del personale.

L’Amministrazione aveva già predisposto il piano operativo del trasferimento e dato inizio alla fase preliminare, senza tener conto delle prime proteste dei lavoratori iniziate con la proclamazione dello stato di agitazione.

A questo punto le proteste si sono intensificate e il 15 giugno la RTS di Roma ha vissuto una bella giornata di lotta con un’assemblea di tutti i lavoratori iniziata nel primo pomeriggio in concomitanza con il ricevimento del pubblico e con una riunione con l’Amministrazione presenziata dal Capo Dipartimento del DAG cons. Ferrara e dal Direttore della Ragioneria Territoriale dott. Cioffi.

L’Assemblea, iniziata nella sala preposta, si è spostata nello spazio antistante al salone adibito al ricevimento del pubblico e ha diffuso all’utenza una lettera aperta contenente i motivi della protesta. L’assemblea ha anche “salutato” l’arrivo dei rappresentanti della delegazione di parte pubblica e dopo gli interventi dei lavoratori si è spostata al 4° piano di fronte alla stanza della riunione.

I lavoratori, insieme ai delegati presenti alla riunione, hanno così realizzato una pratica di democrazia diretta e partecipata interagendo in tutte le fasi del confronto.

La riunione, che ha evidenziato tutte le criticità, le anomalie e i pericoli del trasferimento, si è conclusa con l’Amministrazione in difficoltà e con l’impegno del Direttore della RTS di Roma a richiedere un sopralluogo della Asl competente nella sede di Piazza Mastai, subordinando il trasferimento agli esiti di tale verifica. L’Amministrazione si è anche impegnata a sollecitare gli interventi di manutenzione programmati e a valutare altre soluzioni, ricevendo una corale richiesta di non prendere in considerazione la sede già pronta dello stabile alla Rustica, oltremodo disagevole per i lavoratori e per gli utenti. 

I lavoratori hanno deciso di continuare lo stato d’agitazione e chiedono con determinazione la sospensione dell’intera operazione di trasferimento fino a completa bonifica degli ambienti dall’amianto e ovviamente alla verifica della sussistenza di tutte le condizioni di legge in tema di salute e sicurezza.

Inoltre i lavoratori denunciano le ricadute negative e i disservizi provocati dallo smembramento dell’Ufficio che, sicuramente, saranno pesanti anche per l’utenza stante l’inadeguatezza degli spazi di entrambe le sedi sia per la sistemazione del personale che per gli archivi ubicati in tre diversi luoghi. Tale frammentazione non consentirà all’Ufficio di garantire la qualità e la celerità del servizio ai cittadini e ciò che risulta incomprensibile è proprio il totale disinteresse dell’Amministrazione rispetto a questa tematica che sta invece molto a cuore ai dipendenti. Ma non dovrebbe essere il contrario, visti gli esorbitanti compensi elargiti ai dirigenti del MEF?   

Mercoledì 21 giugno 2017 alle ore 10 è stata indetta un’altra assemblea del personale per decidere le azioni di proseguimento della mobilitazione.

La USB PI MEF è fermamente intenzionata a continuare il percorso di lotta e di denuncia costruito insieme ai lavoratori e invita tutti a partecipare all’assemblea del 21 Giugno. Inoltre la nostra Organizzazione Sindacale ha provveduto ad inviare, in data odierna, apposita richiesta di sopralluogo urgente da parte degli Organi di Vigilanza per investire formalmente gli enti preposti circa le problematiche connesse al trasferimento di sede della RTS di Roma.

Il Coordinamento Nazionale USB MEF

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