RTS ROMA: PARTE LA BONIFICA DALL’AMIANTO… RIMANE IL PERICOLO AMMINISTRAZIONE DEL MEF

Roma -

Si è svolto nel pomeriggio del 19/7 u.s. l’incontro con l’Amministrazione riguardante il trasferimento della RTS di Roma presso i due stabili di Via Pigafetta e di Piazza Mastai. Il giorno precedente è stata trasmessa un'ulteriore documentazione relativa allo stabile di Via Pigafetta e nel corso della riunione è stata consegnata la relazione redatta dalla Asl di Viterbo che ha confermato la presenza di vinil-amianto nella porzione di stabile di Piazza Mastai in cui dovrà essere trasferito il personale adibito al trattamento delle pensioni di guerra e di altri servizi.

La USB già in sede di sopralluogo aveva rilevato e denunciato la presenza di vinil-amianto ed ha organizzato e sostenuto con determinazione le mobilitazioni dei lavoratori che hanno costretto l’Amministrazione a effettuare gli opportuni accertamenti.

La stessa Amministrazione ha dovuto assumere l’impegno a effettuare la totale bonifica dal killer silenzioso prima del trasferimento del personale, rimediando solo in parte e tardivamente alla approssimativa gestione di questo trasferimento. I lavoratori, pertanto, saranno trasferiti per qualche mese in un'altra porzione di stabile di Piazza Mastai. Ovviamente la USB ha richiesto di effettuare nuovi sopralluoghi per entrambe le nuove sedi al fine di evitare la presenza di altre brutte sorprese e criticità.

L’iter travagliato e problematico del trasferimento non è avvenuto casualmente ma è stato determinato da un’Amministrazione disattenta non solo alla salubrità e sicurezza dei posti di lavoro ma anche alle conseguenze negative sull’operatività degli uffici coinvolti nei cosiddetti piani di razionalizzazione della logistica.

La soddisfazione per la battaglia vinta sul rischio amianto non fa perdere di vista a questa Organizzazione Sindacale le altre problematiche che l’operazione trasferimento della RTS comporta e che di seguito si riportano:

- i disservizi provocati dal doppio trasferimento del personale e degli uffici destinati a Piazza Mastai, attuato in pochi mesi e in piena attività lavorativa;

- l’assenza di locali idonei in cui allocare il Front Office, per cui il pubblico dovrà essere ricevuto nelle stanze già sovraffollate dai lavoratori;

- la mancata disponibilità in loco della documentazione imprescindibile al corretto svolgimento del lavoro svolto nella sede di Piazza Mastai a causa della collocazione dell’archivio corrente e delle schede degli utenti nella sede di via Pigafetta;

- l’inaffidabilità di un servizio-navetta non idoneo, così come prospettato, alla movimentazione del supporto documentale indispensabile alle lavorazioni delle pensioni di guerra.

Tutto ciò non sembra che costituisca un problema per l’Amministrazione del MEF, i cui rappresentanti invece nutrono un interesse abnorme e miope per la realizzazione dell’obiettivo del risparmio di spesa a tutti i costi, in ossequio ai diktat imposti dalla parte politica serva della BCE e del potere finanziario internazionale.

La USB unisce le lotte per la sicurezza dei lavoratori a quella irrinunciabile contro lo smantellamento dei servizi e dello stato sociale. I lavoratori pubblici sono in trincea in queste battaglie che li coinvolgono sia come lavoratori dei servizi che come cittadini. A conferma di ciò, il personale della RTS ha dimostrato un attaccamento al proprio servizio e un’attenzione all’utenza che sono stati sempre presenti anche durante le fasi più delicate di questa vertenza.

L’Amministrazione vorrebbe far credere di aver raggiunto un ottimo risultato, la USB invece, insieme ai lavoratori, è decisamente preoccupata per i disservizi già in atto e che sono destinati ad aumentare in modo esponenziale. Ci si chiede: ma il MEF merita questi lavoratori? Sicuramente i lavoratori del MEF non meritano questa Amministrazione e questa parte politica.

La USB continuerà a vigilare affinché l’Amministrazione integri e completi le certificazioni dotandosi anche del certificato di agibilità per la sede di Via Pigafetta; faccia piena luce sull’incidente che ha visto l’intervento dei VV.FF.; non collochi nel Front Office sedute per gli utenti che renderebbero impossibile il lavoro degli operatori.

Inoltre la nostra Organizzazione Sindacale continuerà a stare a fianco dei lavoratori durante e dopo il trasferimento per fronteggiare, anche con nuove mobilitazioni, le inevitabile ricadute negative sui servizi resi alla cittadinanza.

Il Coordinamento Nazionale USB MEF

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