Comma 165: l’USB firma l’accordo. CUT: continua la divisione dei lavoratori e l’USB non sottoscrive.

Roma -

Il 14 settembre 2017 si è svolto l’incontro con l’Amministrazione per definire i criteri di erogazione delle somme derivanti dal comma 165 della legge 350/03 anni 2014/2015 e CUT anni 2013/2014.

L’accordo in merito alla distribuzione delle risorse derivante dal comma 165 non è stato modificato e la nostra organizzazione sindacale lo ha come sempre sottoscritto.

Il sistema di pagamento è un po’ più farraginoso degli anni precedenti. Entro dicembre dell’anno in corso verrà pagato il cento per cento delle risorse relativa al 2014 più il 20% di quelle del 2015, entro il primo trimestre 2018 il saldo delle risorse 2015. Questo perché l’Amministrazione si è finalmente decisa a voler allineare al pagamento del FUA anche i fondi del Comma 165. Ma in questo giochino sono rimasti tra le maglie della rete più di 12 milioni di euro.

La matematica non è un’opinione: nel 2013 sono stati distribuiti tra il personale Euro 59.709.244; mentre la somma complessiva erogata, 2014/2015, sarà di euro 107.183.714 che diviso due risulta di euro 53.591.857 per annualità, con una perdita di 6.117.387 euro per anno. In totale con questo gioco delle tre carte sono state sottratte alle tasche dei lavoratori MEF risorse per Euro 12.234.774. Ma si sa queste risorse sono variabili, ma guarda caso non variano mai in favore dei destinatari. La questione salariale resta un problema emergenziale specialmente per chi lavora da circa dieci anni senza rinnovo contrattuale. L’Amministrazione si è politicamente impegnata a rivedere la norma, speriamo nel tentativo di stabilizzare tali risorse ed evitare in futuro l’incertezza del loro ammontare, considerando che ormai sono parte integrante della retribuzione accessoria per il MEF e per le Agenzie Fiscali.

Anche per il CUT, dopo quattro riunioni, si è arrivati ad un accordo. La delegazione di parte pubblica ha ripresentato, per l’ennesima volta, la bozza di accordo sui criteri di erogazione delle risorse che, è sempre bene ricordarlo, risulta addirittura peggiorativa rispetto alla determina autonoma adottata dall’amministrazione lo scorso anno. Le OO.SS. sono state, pertanto, chiamate a svolgere una mera funzione notarile su decisioni prese da altri (CPGT e Amministrazione) senza avere il minimo spazio di contrattazione. 

La USB MEF, coerentemente a quanto sostenuto negli anni scorsi e ai numerosi incontri già svolti nel corso di questo anno, non ha ritenuto di firmare. L’accordo sottoscritto dalle altre OO.SS., infatti, destina le risorse unicamente alle Commissioni Tributarie ritenute virtuose dal CPGT con determine a dir poco fumose e contraddittorie nelle argomentazioni; tra le commissioni tributarie ritenute virtuose, poi, i criteri di erogazione delle risorse risultano ulteriormente premianti per gli uffici che più hanno realizzato gli obiettivi previsti dalla norma, gli stessi obiettivi che l’amministrazione ha dichiarato talmente “distorsivi” da rendere necessaria una modifica della norma attualmente in vigore. In questo “teatro dell’assurdo” restano al palo tutte le Commissioni Tributarie non virtuose (anche se magari risultano avere un indice pro capite di fascicoli decisi più alto di tante Commissioni virtuose) perché il tavolo negoziale ha deciso di rinunciare alle proprie prerogative senza tentare di utilizzare strumenti già presenti nella normativa attuale quali “la dimensione degli uffici” e i “volumi di produttività” complessivi che avrebbero potuto portare, così come proposto dalla USB MEF, un’erogazione graduale dei compensi a tutti gli uffici giurisdizionali prevedendo un surplus per le Commissioni Tributarie virtuose.

L’accordo sottoscritto ieri produce una profonda lacerazione tra lavoratori e costituirà una iniqua base di contrattazione almeno per gli anni 2015/2016/2017, sempre che le modifiche alla normativa attuale avvengano con decorrenza 2018 e non potendo le stesse essere retroattive.  

La logica di divisione dei lavoratori non è nella nostra natura sindacale e non sottoscriveremo mai accordi che tendono a creare artificiose divisioni tra coloro che lavorano, tutti nelle stesse condizioni organizzative e con la stessa buona volontà. Ci sembra assurdo che vengano concepite leggi dello Stato che sanciscono tali distinzioni, virtuosi non virtuosi, per altro senza considerare le diverse condizioni oggettive in cui i colleghi devono lavorare.

L’Amministrazione ha anche fornito informazioni circa:

- progressioni economiche 2017: le domande presentate sono 2487, per coloro che devono fare la formazione questa partirà tra il 18 e il 22 settembre, le prove finali si terranno tra il 20 novembre e il 6 dicembre per l’assegnazione di 1587 posti;

- deroghe alle assunzioni: il MEF ha avuto la deroga al blocco delle assunzioni per cui nel prossimo anno sono possibili tra le 400 e le 500 nuove assunzioni;

- stabilizzazione dei comandati: sono state presentate 281 domande per 260 posti, l’Amministrazione sta verificando i costi per evitare di far rimanere fuori ruolo un numero esiguo di richiedenti.

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