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            <title>Rss Feed tesoro.usb.it</title>
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            <description>Le ultime notizie di tesoro.usb.it</description>
            <language>it-it</language>
            
                <copyright>Unione Sindacale di Base</copyright>
            
            <pubDate>Fri, 23 Oct 2026 21:45:38 +0200</pubDate>
            <lastBuildDate>Fri, 23 Oct 2026 21:45:38 +0200</lastBuildDate>
            
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                        <pubDate>Fri, 23 Oct 2026 01:05:25 +0200</pubDate>
                        <title>Gestione delle emergenze e lavoro agile: servono soluzioni reali, non risposte di facciata</title>
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                        <description>Diciamolo subito NO all’uso dello smart working come ammortizzatore sociale per spegnere la protesta!</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">In questi giorni stiamo assistendo all’ennesima operazione di mistificazione della realtà, si vorrebbe far passare la crisi dell’approvvigionamento del carburante come un problema puramente tecnico e congiunturale, legato unicamente allo sciopero degli autotrasportatori.</p>
<p class="text-justify">​Di fronte a questo scenario<strong>, la proposta avanzata da altre organizzazioni sindacali</strong> di aumentare temporaneamente le giornate di lavoro agile rivela la sua vera natura: una misura palliativa che non solo non risolve il problema, ma funziona da vero e proprio “servizio” reso a un Governo che continua a ignorare deliberatamente i rincari, il carovita e le reali sofferenze delle famiglie.</p>
<p class="text-justify">​Perché diciamo un NO fermo a questa impostazione, perché <strong>​</strong><strong>la disaggregazione dei lavoratori indebolisce le lotte.</strong> Infatti, isolando i lavoratori nelle proprie abitazioni si favorisce la frammentazione e l’atomizzazione della classe lavoratrice. È facile comprendere che in un momento in cui la spinta sociale e di protesta sta crescendo nel Paese, <strong>dividere chi lavora significa disinnescare le mobilitazioni, affievolire gli scioperi e neutralizzare la conflittualità sociale.</strong></p>
<p class="text-justify">È un’operazione utile solo a chi vuole mantenere la pace sociale a spese dei lavoratori.</p>
<p class="text-justify">​Così facendo si copre la politica dell’economia di guerra!</p>
<p class="text-justify">Mentre i costi delle materie energetiche e primarie devastano i bilanci familiari di lavoratori, pensionati e studenti, assistiamo a continui tagli alla spesa pubblica e ai servizi essenziali per i cittadini, a fronte di un costante e ingiustificato aumento delle risorse destinate al riarmo e alle spese militari.</p>
<p class="text-justify"><strong>Far finta che il problema sia solo “trovare la benzina per andare a lavorare”</strong> significa prestarsi alla narrazione mediatica del Governo, che punta a soffocare le giuste rivendicazioni sociali.</p>
<p class="text-justify">​<strong>Lo smart working non è un ammortizzatore di comodo</strong>, il lavoro agile è uno strumento di organizzazione del lavoro e di conciliazione dei tempi di vita, non un tappabuchi d’emergenza da usare per scaricare sui singoli i costi della crisi energetica e delle carenze infrastrutturali, dimenticando peraltro chi svolge mansioni in presenza e rimane penalizzato due volte. Condanniamo con forza il ruolo di quelle sigle che al mattino firmano ai tavoli contratti da fame — subordinati a meccanismi di adeguamento salariale del tutto inadeguati e ciechi di fronte al reale aumento del costo della vita — e al pomeriggio si prestano a fare da “pompieri”, spegnendo la rabbia sociale con soluzioni di facciata per compiacere l’esecutivo.</p>
<p class="text-justify">​<strong>USB</strong> diversamente crede che sia importante unire le lotte di tutti e per tutti!</p>
<p class="text-justify">​<strong>Il ruolo di un sindacato di classe e di lotta non è quello di favorire la ritirata nel privato, ma quello di unire le vertenze.</strong></p>
<p class="text-justify">Le problematiche che stiamo vivendo non sono legate a crisi passeggere, ma a precisi indirizzi politici ed economici che stanno impoverendo la popolazione.</p>
<p class="text-justify">​<strong>Le risposte non si trovano nell’isolamento individuale, ma nella partecipazione collettiva.</strong> Le lotte vanno unite e devono essere portate avanti da tutti e per tutti, lavoratori, lavoratrici, precari, studenti e pensionati.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;<strong>USB</strong> ​chiede:</p>
<p class="text-justify">- ​<strong>aumenti salariali reali</strong> che tengano conto dell’effettivo costo dell’energia e dell’inflazione, non parametri farsa;</p>
<p class="text-justify">- <strong>misure concrete di sostegno economico</strong> immediato per i trasporti e i costi di spostamento a carico delle aziende e delle istituzioni, senza distinzioni di mansione;</p>
<p class="text-justify">- <strong>il blocco dei tagli alla spesa pubblica e alle politiche di riarmo</strong>, per restituire risorse alle retribuzioni, alla sanità, alla scuola e ai servizi sociali;</p>
<p class="text-justify">- <strong>un Lavoro Agile tutelato e contrattualizzato</strong>, che non venga mai più strumentalizzato come ammortizzatore d’emergenza o come strumento di frammentazione delle tutele e dei diritti.</p>
<p class="text-justify">Anche per questo, <strong>diamo appuntamento</strong> a tutto il personale del MEF <strong>all'assemblea di martedì 27 ottobre, ore 10:30 nella sede di via XX Settembre - stanza 4601</strong> <strong>o da remoto al link <a href="https://us02web.zoom.us/j/84799282254?pwd=naKUyBpfSgEw1jC4a0297eOonO528n.1" target="_blank" rel="noreferrer">Zoom Meeting Assemblea 27/10</a></strong>, verso lo sciopero generale e lo sciopero internazionale dei porti contro guerra e carovita il prossimo 30 ottobre.</p>
<h2 class="text-center">​<strong>Non saremo complici nel silenzio. La lotta non si sposta a casa, si organizza nei posti di lavoro e nelle piazze!</strong></h2>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 19 Oct 2026 16:28:07 +0200</pubDate>
                        <title>USB MEF: Solidarietà ad agricoltori e autotrasportatori, 30 ottobre sciopero generale</title>
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		                        		https://tesoro.usb.it/leggi-notizia/usb-mef-solidarieta-ad-agricoltori-e-autotrasportatori-30-ottobre-sciopero-generale-1632-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>L'Unione Sindacale di Base del Ministero dell'Economia e delle Finanze </strong>(USB MEF) esprime il più fermo sostegno e la totale solidarietà alle mobilitazioni e ai blocchi che da giorni vedono protagonisti gli agricoltori e gli autotrasportatori su diverse arterie stradali e autostradali del Paese.</p>
<p class="text-justify">Il carovita e l'esplosione dei prezzi dei carburanti stanno mettendo in ginocchio settori produttivi fondamentali e gravando pesantemente sui bilanci delle famiglie e dei lavoratori. La protesta dei tir e dei lavoratori della terra non è un'iniziativa isolata, ma una battaglia a difesa di tutta la collettività contro speculazioni ed emergenze sociali non più sostenibili.</p>
<p class="text-justify">Per riaffermare queste ragioni e portare la voce delle lavoratrici e dei lavoratori nel cuore della Capitale, <strong>USB MEF</strong> ha presenziato e sostenuto l’<strong>assemblea pubblica organizzata da USB per oggi, lunedì 19 ottobre, a partire dalle ore 14:30 a Piazza dei Cinquecento a Roma, ribattezzata piazza Maricarmen dalla tendopoli organizzata dal movimento per il diritto all'abitare contro il carovita e la guerra</strong>.</p>
<p class="text-justify">Siamo al fianco di chi lotta per la dignità del lavoro, per salari adeguati e contro le speculazioni che impoveriscono il Paese.</p>
<p class="text-justify">La lotta prosegue e guarda già alle prossime grandi scadenze: il <strong>30 ottobre</strong> cento porti tra Europa, Nord Africa, Americhe e India si mobiliteranno contro il riarmo e la militarizzazione. Al loro fianco scenderanno in piazza gli studenti, i trasportatori, gli agricoltori e tutto il pubblico impiego in <strong>un</strong> <strong>grande e globale sciopero generale</strong>.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 16 Oct 2026 12:47:00 +0200</pubDate>
                        <title>NON IN NOSTRO NOME! PER IL SALARIO, IL POSTO DI LAVORO E LA PACE: RIFIUTIAMO L’ECONOMIA DI GUERRA</title>
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		                        		https://tesoro.usb.it/leggi-notizia/non-in-nostro-nome-per-il-salario-il-posto-di-lavoro-e-la-pace-rifiutiamo-leconomia-di-guerra-1253.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>USB PI MEF rivolge un appello a tutte le lavoratrici e i lavoratori del Ministero dell&#039;Economia e delle Finanze</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Mentre i salari italiani continuano a crollare (-6,1% dal 2021, il dato peggiore tra le grandi economie) e milioni di famiglie non riescono ad arrivare alla fine del mese a causa di bollette, carovita e affitti alle stelle, c’è chi festeggia.</p>
<p class="text-justify">I dirigenti di <strong>fim</strong>,<strong> fiom </strong>e<strong> uilm</strong> hanno presentato la bozza di piattaforma per il rinnovo del contratto integrativo del Gruppo Leonardo. Basterebbe togliere i loro loghi dal documento per scambiarlo per un prospetto informativo destinato agli azionisti e agli investitori della multinazionale delle armi. In quelle pagine non c’è traccia della tutela reale delle lavoratrici e dei lavoratori: c’è solo la <strong>cieca celebrazione dei profitti da record generati dalla corsa al riarmo globale</strong>.</p>
<p class="text-justify">Siamo davanti a una vera e propria <strong>sottomissione culturale e politica</strong>: l’assurdità e la meschinità delle politiche di <strong>cgil, cisl </strong>e<strong> uil</strong>,<strong> </strong>che<strong> </strong>propongono l’industria della morte come un <em>bene</em> per il Paese e per i lavoratori, <strong>trasformano il sindacato in un notaio che contratta le briciole dei profitti della guerra</strong>.</p><ul> 	<li class="text-justify"><strong>Forniscono una copertura morale alla guerra:</strong> esaltano l’aumento degli ordini militari e della spesa bellica (mentre la NATO spinge per destinare il 5% del PIL alla difesa) facendo finta di non vedere che quei profitti grondano del sangue delle popolazioni oppresse, come in Palestina.</li> 	<li class="text-justify"><strong>Accettano il ricatto tra occupazione e riarmo:</strong> invece di pretendere riconversioni industriali civili nell’aerospazio, nella ricerca, nei trasporti e nella transizione energetica per valorizzare l’enorme patrimonio tecnico dei lavoratori, svendono il futuro degli stabilimenti alla prosecuzione permanente dei conflitti nel mondo.</li> 	<li class="text-justify"><strong>Tacciono sul devastante impatto economico:</strong> l’economia di guerra e l’aumento continuo delle spese militari sottraggono risorse vitali a <strong>sanità, scuola, pensioni e servizi pubblici</strong>, scaricando l’inflazione e i rincari di luce e gas direttamente sulle buste paga delle famiglie italiane.</li> </ul><p class="text-justify"><strong>Mentre cgil cisl uil celebrano i profitti delle armi, noi paghiamo il conto! </strong>Non possiamo accettare che la sicurezza del salario e del posto di lavoro venga fatta dipendere dai bombardamenti e dalla militarizzazione del Paese. Il sindacato non deve scegliere tra la pace e il lavoro: <strong>deve battersi affinché il lavoro non sia schiavo della guerra.</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>USB - UNIONE SINDACALE DI BASE</strong> - IL 30 OTTOBRE INVITA TUTT3 AD INCROCIARE LE BRACCIA PER RIVENDICARE:</p><ul> 	<li class="text-justify"><strong>Aumenti salariali consistenti</strong> e il ripristino di un meccanismo automatico di adeguamento dei salari al costo della vita.</li> 	<li class="text-justify"><strong>Blocco dei prezzi dei beni essenziali</strong>, delle bollette e taglio delle accise sui carburanti.</li> 	<li class="text-justify"><strong>Piani industriali pubblici di riconversione</strong> dalle produzioni belliche a quelle civili ad alto valore tecnologico.</li> 	<li class="text-justify"><strong>Stop immediato alla spesa militare:</strong> le risorse pubbliche vadano a Sanità, Scuola, Trasporti e Pensioni, non alle bombe!</li> </ul><p class="text-justify">Anche il Pubblico Impiego sarà a fianco dei lavoratori dei porti e di tutte le piazze d’Italia ed estere che il 30 ottobre si mobiliteranno contro la guerra e contro lo sfruttamento, <strong>costruiamo una grande giornata di riscatto e di lotta.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>IL 30 OTTOBRE SCIOPERA CON L’USB!</strong></p>
<p class="text-center"><strong><em>Per i salari, per i diritti, per un’economia di pace</em></strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 16 Oct 2026 00:39:32 +0200</pubDate>
                        <title>La linea Cisl: il baratro della resa sindacale</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://tesoro.usb.it/leggi-notizia/la-linea-cisl-il-baratro-della-resa-sindacale-0054.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong><em>Dal Nazionale</em></strong><em>&nbsp;-&nbsp;</em>La linea Cisl, riassumibile nel “firmo tutto a prescindere”, è quella che ha prodotto la perdita salariale dei dipendenti pubblici che ad oggi è quantificabile in circa il 12% del potere d'acquisto; quella che estorce la firma alle Organizzazioni Sindacali che, pur rappresentative, dissentono dai contenuti dei contratti attraverso il ricatto “se non firmi sei fuori dai tavoli della contrattazione integrativa”; quella che non riconosce alcun ruolo alla RSU nella contrattazione integrativa nazionale, contravvenendo anche alle disposizioni di legge (D.Lgs.165/2001).</p>
<p class="text-justify">Per la fortuna di lavoratrici e lavoratori pubblici e contrariamente a quanto affermato, abbastanza goffamente, in un comunicato della stessa cisl, quella linea non ha vinto e tantomeno lo ha fatto attraverso la nostra sottoscrizione del CCNL 2025-2027.</p>
<p class="text-justify">Purtroppo per loro, così come per il Governo, la nostra sottoscrizione del contratto significa, al contrario, che la partita è ancora aperta e non attiene solo al rinnovo contrattuale, ma allo scontro tra due modelli sindacali: quello complice e quello conflittuale.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Il primo è quello che teorizza la riduzione del danno, e che nella realtà di danni ne ha fatti talmente tanti da costringere lavoratrici e lavoratori pubblici a misurarli ogni giorno sulla propria pelle e nelle proprie tasche.</p>
<p class="text-justify">Il secondo, quello conflittuale da noi rappresentato, lavora per scardinare un impianto contrattuale che ha tolto dai tavoli il tema delle risorse economiche e dell’organizzazione del lavoro, producendo impoverimento, perdita di diritti e peggioramento delle condizioni di lavoro.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Questa è la partita e noi vogliamo giocarla fino in fondo, soprattutto a fronte di un ricompattamento di cgil cisl e uil nel nuovo patto di moderazione salariale che rende ancor più urgente il rilancio di un'alternativa sindacale conflittuale in tutte le sedi possibili.</p>
<p class="text-justify">A fronte di una fase caratterizzata dalla corsa al riarmo e da un’escalation bellica destinata a durare e ad intensificarsi, i cui effetti economici si riverberano direttamente sui nostri salari che non tengono neanche il passo dell’inflazione, dopo aver consultato democraticamente lavoratrici e lavoratori, abbiamo deciso di riportare lo scontro anche sui tavoli di contrattazione integrativa. Lo facciamo per gli stessi motivi per i quali siamo rimasti fuori da quei tavoli per quasi due anni.</p>
<p class="text-justify">Una presenza ingombrante ai tavoli e nelle piazze a partire dallo sciopero generale del prossimo 30 ottobre.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Il resto è solo il segnale di chi sa di non essere in ottima salute e cerca legittimazione delle proprie scelte in quelle altrui.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Confederazione USB</p>
<p class="text-justify">USB Pubblico Impiego</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 14 Oct 2026 15:43:02 +0200</pubDate>
                        <title>Economia di guerra e complicità sindacale: demilitarizzazione della produzione, la nostra critica al modello Leonardo.</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://tesoro.usb.it/leggi-notizia/economia-di-guerra-e-complicita-sindacale-demilitarizzazione-della-produzione-la-nostra-critica-al-modello-leonardo-1551.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>Pubblichiamo l&#039;articolo di Contropiano (12 ottobre 2026) che analizza la deriva bellicista dell&#039;industria italiana e il preoccupante sub-appagamento di CGIL, CISL e UIL di fronte ai successi economici del Gruppo Leonardo. Dalla rinuncia alla riconversione civile alla speculazione sulle tecnologie di guerra come l&#039;IA, l&#039;analisi mostra la necessità urgente di ricostruire un&#039;opposizione reale e di classe all&#039;economia di guerra.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong><em>Di seguito il testo integrale dell'articolo apparso su Contropiano il 12/10/2026:</em></strong></p>
<p class="text-justify">C’era una volta una idea, sarebbe meglio definirla illusione vana, secondo cui il sindacato avrebbe preso coscienza della necessità di riconvertire le imprese di guerra in aziende produttrici dei beni di consumo, dal militare al civile per essere sintetici. Tanti anni fa capimmo che CGIL, CISL e UIL non avrebbero favorito la riconversione, ma si sarebbero invece opposte con tutte le loro forze ad una ipotesi del genere: meglio una produzione nociva per le persone e l’ambiente che la disoccupazione; meglio una produzione di guerra che la chiusura degli impianti.</p>
<p class="text-justify">E questo nonostante, come riportavamo in un <a href="https://osservatorionomilscuola.com/2026/09/22/leonardo-acquisisce-costola-militare-iveco/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articolo</a> recente, i dati indichino che a parità di risorse gli investimenti nella protezione ambientale, rispetto a quelli effettuati nel settore militare, genererebbero all’incirca il triplo dei posti di lavoro. Ma la realtà odierna va ben oltre la più tetra immaginazione, infatti se andiamo a estrapolare un passaggio dal <a href="https://www.fiom-cgil.it/comunicazione/ufficio-stampa/leonardo-presentata-piattaforma-per-rinnovo-integrativo-la-parola-passa-ai-lavoratori" target="_blank" rel="noreferrer noopener">comunicato stampa</a> delle tre organizzazioni sindacali dei metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil nel gruppo Leonardo, leggiamo che il rinnovo [della piattaforma sindacale di secondo livello] «<em><em>si inserisce in un contesto di forte crescita degli ordinativi sia nell’ambito civile che della difesa, e di risultati economici più che positivi per il Gruppo Leonardo, posizionatosi ormai tra le prime dieci aziende globali del settore Aerospazio, Difesa e Sicurezza</em></em>. <em><em>Questo successo è il frutto del lavoro quotidiano delle lavoratrici e dei lavoratori che permettono al management di affrontare le sfide del futuro, ed è per questo che l’integrativo avrà la responsabilità di trasformare le aspettative in risposte».</em></em></p>
<p class="text-justify">Tradotto in linguaggio comprensibile Fiom, Fim e Uilm esultano davanti all’aumento degli ordini e della produzione di Leonardo, la crescita esponenziale del gruppo è stata resa possibile dal coinvolgimento entusiastico delle maestranze senza le quali la multinazionale non avrebbe ottenuto le performances attuali.</p>
<p class="text-justify">Se le principali organizzazioni sindacali del settore metalmeccanico partecipano con entusiasmo ai successi di Leonardo sarà facile comprendere la ragione dell’arretratezza del dibattito attorno alla guerra, all’economia di guerra e alle tecnologie duali. Significativo un ulteriore passaggio del comunicato congiunto: «<em><em>Si chiede l’istituzione di una Commissione per confrontarsi sull’utilizzo di nuove tecnologie, a partire dall’Intelligenza Artificiale, analizzandone gli impatti sull’occupazione e le professionalità e istituendo un “dividendo tecnologico” in termini di orario o salario</em></em>».</p>
<p class="text-justify">L’<em><em>Intelligenza Artificiale</em></em> è essenziale per i nuovi sistemi di guerra, i bombardamenti a Gaza lo dimostrano eloquentemente, eppure i sindacati sono ancora fermi alla valutazione degli effetti della IA, pur sapendo che numerose ricerche attestano la prossima perdita di milioni di posti di lavoro e un utilizzo della stessa in simbiosi con le tecnologie belliche di ultima generazione. Ma la posizione dei tre sindacati è ancor peggiore, perché si specula sulla tecnologia, pur sapendo che un uso della stessa avviene a fini militari. Si pensa perfino a un ritorno economico nelle tasche dei lavoratori. Aumentare la produzione di morte ad ogni costo sperando di ricavarne qualche briciola salariale, è questa la Caporetto della prestigiosa Fiom.</p>
<p class="text-justify">Pensare, allora, a questi sindacati come una forza contro la guerra diventa impresa impossibile, come ipotizzare un loro sostegno sindacale alla <a href="https://unponteper.it/it/campagna/giu-le-armi-leonardo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">azione legale</a> intentata da Hala Abulebdeh, farmacista gazawi a cui è stata sterminata tutta la famiglia, e a cui si sono unite invece le associazioni A Buon Diritto, Un Ponte Per, ACLI, ARCI, Assopace Palestina, ATTAC Italia e Pax Christi e altre <em><em>per dichiarare nulli i contratti stipulati da Leonardo S.p.A. e le sue controllate con lo Stato di Israele.</em></em></p>
<p class="text-justify">I promotori dell’iniziativa sono convinti che <em><em>«lo Stato italiano, in qualità di azionista di maggioranza di Leonardo S.p.A., stia venendo meno ai propri obblighi costituzionali e di legge avendo continuato a esportare armamenti verso Israele»</em></em> sulla base di autorizzazioni che il Governo italiano non ha mai sospeso né revocato. La prossima udienza sarà settimana prossima, il 16 ottobre, in un <a href="https://www.pressenza.com/it/2026/09/nessuno-ne-parla-il-16-ottobre-nuova-udienza-del-processo-a-leonardo-per-gaza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">silenzio stampa</a> che ricorda la <em><em>scorta mediatica</em></em> denunciata da Raffaele Oriani.</p>
<p class="text-justify">Senza finire ostaggi della retorica costituzionalista si inizia a comprendere la ragione per la quale il Governo voglia rivedere l’impianto della legge 185/1990 che vieterebbe in teoria la fornitura di armamenti a Paesi coinvolti in politiche di guerra e responsabili di gravi violazioni dei diritti umani accertate a livello internazionale come è il caso di Israele</p>
<p class="text-justify">E per restare al ramo metalmeccanico, ricordando l’<a href="https://osservatorionomilscuola.com/2026/09/22/leonardo-acquisisce-costola-militare-iveco/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">acquisizione</a> della divisione militare di Iveco, le innumerevoli <em><em>join venture</em></em> di Leonardo in giro per il mondo, è di queste ore la notizia dell’ingresso di <em><em>Ineos Grenadier</em></em> nel settore della difesa europea con l’acquisto italiano del fuoristrada britannico, una <a href="https://www.virgilio.it/motori/auto/ineos-grenadier-esercito-italiano/350847/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mega commessa</a> che <em><em>in teoria</em></em> striderebbe con il sostegno del Governo alle imprese italiane produttrici.</p>
<p class="text-justify">Ineos Automotive inizierà le consegne all’Esercito Italiano dall’inizio del 2027 e forse l’acquisto dei mezzi britannici è merce di scambio per altre operazioni ancora ignote. E questo acquisto ci conferma la tendenza a riconvertire produzioni civili in militari. Con l’ordine dell’Esercito Italiano cambia però la dimensione della presenza del marchio nel settore: <em><em>il </em></em><a href="https://www.virgilio.it/motori/auto/ineos-grenadier-esercito-italiano/350847/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em><em>Grenadier</em></em></a><em><em> passa dall’essere un 4×4 civile adattabile agli impieghi istituzionali a una piattaforma scelta direttamente per incarichi militari.</em></em></p>
<p class="text-justify">Chiudiamo con una ulteriore <a href="https://eda.europa.eu/news-and-events/news/2026/09/30/defence-ministers-welcome-first-annual-defence-readiness-report" target="_blank" rel="noreferrer noopener">notizia</a> che libera il campo da ogni equivoco sulla propensione bellicista della Unione Europea con la spesa per la difesa degli Stati membri arrivata ai 418 miliardi di euro nel 2025, pari al 2,2% del PIL dell’UE, destinata, da qui a meno di tre anni, a raggiungere i 547 miliardi di euro.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 06 Oct 2026 15:31:30 +0200</pubDate>
                        <title>Il paradosso del welfare aziendale: prima firmano la destrutturazione del salario, poi si ergono a paladini di serietà</title>
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		                        		https://tesoro.usb.it/leggi-notizia/il-paradosso-del-welfare-aziendale-prima-firmano-la-destrutturazione-del-salario-poi-si-ergono-a-paladini-di-serieta-1533.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">In questi giorni assistiamo allo sconcertante spettacolo di alcune sigle sindacali che riscoprono improvvisamente il valore della “chiarezza” e della “tutela” dei lavoratori, lanciando dubbi e allarmi sulla conversione volontaria del Fondo Risorse Decentrate (FRD) in crediti <em>welfare </em>al MEF. Un tempismo perfetto, se non fosse che <strong>le risposte alle loro stesse domande si trovano proprio nei contratti che loro stessi hanno firmato</strong>.</p>
<p class="text-justify">Come già fermamente evidenziato <a href="https://tesoro.usb.it/leggi-notizia/il-gioco-delle-tre-carte-della-cisl-dalla-miseria-in-busta-paga-ai-buoni-benzina-1816.html" target="_blank"><strong>nel nostro precedente comunicato</strong></a>, <strong>avevamo messo in guardia tutti i lavoratori da questa dinamica</strong>: prima si firmano contratti a perdere e poi, sotto forma di <em>fringe benefit</em>, si vuole mettere una vera e propria pezza peggiore del buco, utile solo a nascondere precise responsabilità sindacali e politiche. E, a dirla tutta, il CCNL Funzioni Centrali non ha mai previsto l’istituto del <em>fringe benefit</em> (beni, servizi o rimborsi in forma non monetaria che il datore di lavoro riconosce ai dipendenti <strong>in aggiunta alla normale retribuzione in denaro</strong>) ma soltanto il così detto <em>welfare</em> aziendale autofinanziato con le risorse del FRD e, quindi, con i soldi di tutti i lavoratori.</p>
<p class="text-justify">È stato infatti il CCNL FC 2016/2018 a prevedere l'istituzione del <em>welfare </em>aziendale che, con successive modifiche, è approdato alla configurazione attuale stabilita nel CCNL 2022/2024. Da tali contratti è stata rinviata la gestione alle singole amministrazioni tramite contrattazione integrativa. E, come dicevamo, nel comparto Funzioni Centrali (Ministeri, Agenzie Fiscali, INPS, INAIL), a differenza del settore privato, <strong>non esiste alcuna erogazione automatica, obbligatoria o in quote fisse</strong> di <em>fringe benefit</em>. Infine, poiché ogni singola Amministrazione deve negoziare periodicamente i criteri di ripartizione, non esiste una data di inizio valida per tutti a livello nazionale. <strong>Tutto è demandato al tavolo locale.</strong></p>
<p class="text-justify">È semplicemente <strong>paradossale</strong> l'atteggiamento di chi oggi si erge a <strong>paladino di serietà e rigore</strong> rispetto ad altre sigle (identiche a loro) che chiedono l'applicazione al MEF di quanto già siglato in ARAN. Possiamo dire… prima il danno, poi il populismo!</p>
<p class="text-justify">Parliamo infatti delle stesse <strong>organizzazioni sindacali</strong> che portano la responsabilità di aver firmato rinnovi contrattuali con cifre ben al di sotto del reale aumento del costo della vita, che lasciano i salari dei dipendenti pubblici drammaticamente impoveriti dall'inflazione. Le<strong> medesime organizzazioni sindacali</strong> che hanno accettato che il Fondo Risorse Decentrate, alimentato con il lavoro e i soldi di <strong>tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori</strong>, venga frammentato per finanziare un <em>Welfare</em> aziendale che, per sua natura, <strong>non sarà accessibile in modo eguale da ogni lavoratrice e lavoratore</strong>.</p>
<p class="text-justify">Troppo facile firmare <strong>accordi penalizzanti a livello nazionale </strong>e poi versare <strong>lacrime di coccodrillo nei comunicati locali</strong>, pretendendo di fare “informazione completa” per coprire il fallimento delle proprie scelte. Chi ha firmato le regole che oggi contesta ha perso ogni credibilità per dare lezioni di serietà.</p>
<p class="text-justify">La gestione superficiale dei <em>benefit</em> aziendali conferma che <strong>la contrattazione è stata sostituita da mezze misure</strong>. È tempo di tornare a un tavolo di negoziazione vero. Purtroppo, oggi ci troviamo di fronte a <strong>clausole contrattuali discriminatorie</strong> pensate per condannare all'isolamento sindacale chiunque esprima dissenso e rifiuti la firma di un contratto nazionale penalizzante. Si tratta di un vero e proprio <strong>“<em>apartheid</em> negoziale”</strong> che mina i principi fondamentali della democrazia nei luoghi di lavoro.</p>
<p class="text-justify">Il salario dei lavoratori si difende con <strong>aumenti netti e uguali per tutti in busta paga</strong>, non cedendo pezzi di salario comune a vantaggio di pochi e mascherandoli da <em>benefit</em> di facciata. Respingiamo la clausola antidemocratica che pretende di condannare all’isolamento chi esercita il diritto al dissenso non sottoscrivendo il CCNL. <strong>No al monopolio delle firme, sì alla democrazia sindacale!</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 30 Sep 2026 18:14:32 +0200</pubDate>
                        <title>Il gioco delle tre carte della CISL: dalla miseria in busta paga ai “Buoni Benzina”</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Mentre i lavoratori del MEF continuano a subire il peso di un costo della vita intollerabile, la CISL lancia la sua “brillante” proposta: trasformare il salario accessorio (FRD) in “Credito <em>Welfare</em>” sotto forma di buoni spesa e<em> fringe benefit</em>.</p>
<p class="text-justify"><strong>Una vera e propria pezza peggiore del buco, che nasconde precise responsabilità sindacali e politiche.</strong></p>
<p class="text-justify">Ecco in realtà cosa la CISL cerca di insabbiare.</p>
<p class="text-justify"><strong>Aumenti da fame e reale perdita del potere d’acquisto</strong>: è bizzarro che a parlare di “difesa dei soldi” sia proprio una delle sigle che ha firmato senza esitazione un rinnovo del CCNL Funzioni Centrali con aumenti farsa. Aumenti ben al di sotto dell’inflazione reale, legati all'indice <strong>IPCA</strong> (depurato dai costi dei prodotti energetici!) stabilito dai soliti patti tra CGIL-CISL-UIL, che garantiscono la svalutazione sistematica degli stipendi.</p>
<p class="text-justify"><strong>Lavoratori di serie A e di serie Z: </strong>con la scusa dell’esenzione fiscale, ci rifilano i “Buoni benzina” al posto di un salario dignitoso. Ma la CISL è davvero così sicura che questi <em>benefit </em>copriranno le esigenze di <strong>tutti</strong> i lavoratori del MEF? I <em>fringe benefit</em> richiedono requisiti e spese specifiche (mutui, affitti, bollette intestate): chi non rientra in queste casistiche o ha condizioni personali diverse resta escluso o penalizzato. Risultato? Una spaccatura e lavoratori di serie A e di serie Z.</p>
<p class="text-justify"><strong>Destrutturazione del salario accessorio: </strong>spacciare il welfare integrativo come panacea di tutti i mali significa assecondare la smobilitazione della retribuzione tradizionale. Sebbene si parli di un accesso volontario dato che, in effetti, il dipendente non ha alcun obbligo di fruire dei servizi o dei rimborsi resi disponibili dal piano <em>welfare </em>dell’Amministrazione, la sostanza non cambia. A differenza del settore privato, dove spesso è il singolo dipendente a scegliere individualmente se convertire un premio di risultato monetario in servizi di <em>welfare</em>, nella PA i fondi destinati al <em>welfare </em>integrativo vengono stanziati a monte dalla contrattazione d’Amministrazione. Ciò significa che si andrebbe ad attingere direttamente dal Fondo Risorse Decentrate, che verrebbe così svuotato a prescindere dalle effettive richieste di adesione dei lavoratori. Ma c'è un pericolo ancora più pesante che furbamente si tace: guardiamo cosa è successo con i <strong>buoni pasto</strong>, fermi da oltre quindici anni allo stesso valore nominale ridicolo mentre il costo della vita è raddoppiato. Immaginare oggi di legare una quota del nostro salario accessorio ai <em>fringe benefit</em> e ai <em>voucher</em> significa consegnarci alla stessa identica trappola. Fra dieci o quindici anni ci ritroveremo con importi welfare bloccati nel tempo, svalutati dall'inflazione, e con un Fondo Risorse Decentrate irreversibilmente prosciugato. Trasformare il FRD in “Crediti <em>welfare</em>” destruttura la natura stessa del salario accessorio: un passo avanti oggi verso i voucher equivale a un passo indietro domani sui diritti retributivi stabili e riconosciuti a tutti.</p>
<p class="text-justify"><strong>Il Governo abbatte la detassazione, la CISL mette la maschera: </strong>il Governo si è appena rimangiato la promessa della detassazione del salario accessorio nella riforma della PA. E cosa fa la CISL di fronte all’ennesimo schiaffo del Governo ai dipendenti pubblici? Anziché alzare la testa e proclamare lo sciopero, si affretta a coprire la figura barbina del <em>suo</em> Governo con la trovata dei <em>fringe benefit</em>.</p>
<p class="text-justify">Quando un sindacato decide di stare “al guinzaglio” dell’Esecutivo, le conseguenze le pagano sempre i lavoratori: niente lotte, niente scioperi, solo l’elemosina dei buoni carburante per nascondere il fallimento delle trattative nazionali.</p>
<p class="text-justify"><strong>Il lavoro dei dipendenti del MEF merita stipendi dignitosi, non le mance del Governo e della CISL!</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 29 Sep 2026 10:41:44 +0200</pubDate>
                        <title>Ultimi due giorni per dire la tua: a te la parola! Puoi votare fino al 30 settembre.</title>
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		                        		https://tesoro.usb.it/leggi-notizia/ultimi-due-giorni-per-dire-la-tua-a-te-la-parola-puoi-votare-fino-al-30-settembre-1049.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>Chiediamo entro il 30 settembre a lavoratrici e lavoratori una valutazione sul contratto in generale e su alcuni temi specifici:
-Aumenti contrattuali e inflazione
-Introduzione dell&#039;Intelligenza artificiale
-Democrazia sindacale
Votare è importante, semplice e veloce sul portale: votofc.it</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>La nostra iniziativa: c</strong>on la consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori, l'USB Pubblico Impiego, che ha deciso di non firmare la preintesa sul CCNL Funzioni Centrali 2025/2027, si pone l’obiettivo di raccogliere le vostre opinioni sul contenuto del contratto, tra evidenti contraddizioni ed eventuali aspetti positivi.</p>
<p class="text-justify">Perché partecipare?</p>
<p class="text-justify">Riteniamo fondamentale che la voce di chi lavora ogni giorno negli uffici delle Funzioni Centrali venga ascoltata direttamente da chi è presente ai tavoli negoziali, sia sulla qualità del contratto in generale che su alcuni temi specifici particolarmente importanti, quali:</p>
<p class="text-justify"><strong>1</strong>&nbsp; Aumenti salariali ed inflazione</p>
<p class="text-justify"><strong>2</strong>&nbsp; Introduzione dell'Intelligenza Artificiale</p>
<p class="text-justify"><strong>3 </strong>&nbsp;Democrazia sindacale</p>
<p class="text-justify">Su queste ed altre questioni, passiamo <strong>A TE LA PAROLA</strong>, perché il tuo pensiero conta e va rappresentato.</p>
<h2 class="text-center"><u><strong><a href="https://www.votofc.it/" target="_blank" rel="noreferrer">La consultazione è ancora aperta fino al 30 settembre</a></strong></u></h2>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 24 Sep 2026 13:26:49 +0200</pubDate>
                        <title>Lunedì 28 settembre 2026: Assemblea sindacale per tutti gli uffici del MEF</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Il diktat del “prendere o lasciare” e l’importanza della consultazione promossa da USB Pubblico Impiego per dare voce a tutte le lavoratrici e i lavoratori sul rinnovo contrattuale.</p>
<p class="text-justify">Mentre i salari sono in riserva da anni, i prezzi continuano a salire. L’aumento dei prezzi dell’energia si è riversato nel carrello della spesa con aumenti sui generi alimentari che oscillano dal 30 al 50% (dati ISTAT luglio 2021 al luglio 2026): servono interventi seri e strutturali per controllare i prezzi e far tornare a salire le retribuzioni.</p>
<p class="text-justify"><strong>LUNEDÌ 28 SETTEMBRE 2026 ore 10:30-12:30 </strong>partecipa all'assemblea e fai valere le tue idee.&nbsp;<a href="https://www.votofc.it/" target="_blank" rel="noreferrer">PERCHÉ TU NON SEI SOLO UN NUMERO.</a><strong> </strong></p>
<p><strong>Facciamo il punto insieme su:</strong></p><ul> 	<li><strong>Salario accessorio:</strong>&nbsp;Distribuzione delle risorse e risorse contrattuali.</li> 	<li><strong>Formazione:</strong>&nbsp;Riqualificazione e opportunità per il personale.</li> 	<li><strong>Intelligenza Artificiale:</strong>&nbsp;L’impatto dell’innovazione tecnologica nel settore pubblico.</li> 	<li><strong>Contrattazione integrativa:</strong>&nbsp;Nuove tutele e accordi locali.</li> </ul><p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ordine del Giorno:</strong></p><ul> 	<li>Consultazione&nbsp;CCNL-FC 2025/2027</li> 	<li>MEF: varie ed eventuali</li> </ul><p><strong>Modalità di Partecipazione</strong></p><ul> 	<li><strong>In presenza:</strong> Riservata al personale degli Uffici Centrali di Roma – Via XX Settembre presso la <strong>Sala Riunioni DAG 4601</strong> ubicata al piano quarto scala C/G;</li> 	<li><strong>In telematica:</strong> Streaming online aperto a tutti i lavoratori e le lavoratrici del MEF <strong>su piattaforma dell'Amministrazione</strong> tramite applicazione Zoom Meeting al link <strong><em><a href="https://us02web.zoom.us/j/88602661993?pwd=8GZsx3bjVHoVeSGuAZVbaXKLbWc8HT.1#success" target="_blank" rel="noreferrer">Assemblea dei lavoratori del MEF del 28 settembre 2026</a></em></strong>.</li> </ul>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 22 Sep 2026 12:24:20 +0200</pubDate>
                        <title>LUNEDÌ 28 SETTEMBRE 2026 ore 10:30-12:30 ASSEMBLEA SINDACALE PER TUTTI GLI UFFICI DEL MEF</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://tesoro.usb.it/leggi-notizia/lunedi-28-settembre-2026-ore-1030-1230-assemblea-sindacale-per-tutti-gli-uffici-del-mef-1226.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>USB P.I. MEF Assemblea nazionale in presenza e in modalità telematica su piattaforma Zoom Meeting</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Lavoratrici e lavoratori del Ministero dell'Economia e delle Finanze a pochi giorni dalla chiusura della consultazione del personale delle Funzioni Centrali sul rinnovo contrattuale, facciamo il punto insieme!</p>
<p class="text-justify"><strong>Modalità di Partecipazione</strong></p><ul> 	<li class="text-justify"><strong>In presenza:</strong> Riservata al personale degli Uffici Centrali di Roma – Via XX Settembre presso la Sala Riunioni DAG 4601 ubicata al piano quarto scala C/G;</li> 	<li class="text-justify"><strong>In telematica:</strong> Streaming online aperto a tutti i lavoratori e le lavoratrici del MEF su piattaforma dell'Amministrazione tramite applicazione Zoom Meeting al link <a href="https://us02web.zoom.us/j/88602661993?pwd=8GZsx3bjVHoVeSGuAZVbaXKLbWc8HT.1" target="_blank" rel="noreferrer">Assemblea dei lavoratori del MEF del 28 settembre 2026</a>.</li> </ul><p class="text-justify"><strong>Ordine del Giorno </strong></p><ul> 	<li class="text-justify"><strong>Consultazione</strong> <strong>CCNL-FC 2025/2027</strong></li> 	<li class="text-justify"><strong>MEF: varie ed eventuali</strong></li> </ul><p class="text-justify"><strong>Democrazia e partecipazione:</strong> il diktat del “prendere o lasciare” e l’importanza della consultazione promossa da USB Pubblico Impiego per dare voce a tutti i lavoratori.</p>
<p class="text-justify"><strong>Le tematiche che toccheremo</strong></p><ul> 	<li class="text-justify"><strong>Salario accessorio:</strong> Distribuzione delle risorse e risorse contrattuali.</li> 	<li class="text-justify"><strong>Formazione:</strong> Riqualificazione e opportunità per il personale.</li> 	<li class="text-justify"><strong>Intelligenza Artificiale:</strong> L’impatto dell’innovazione tecnologica nel settore pubblico.</li> 	<li class="text-justify"><strong>Contrattazione integrativa:</strong> Nuove tutele e accordi locali.</li> 	<li class="text-justify"><strong>Mondo MEF:&nbsp;</strong>Nodo criticità e contenziosi aperti.</li> </ul><p class="text-justify"><strong>LA PAROLA ALLE LAVORATRICI E AI LAVORATORI,</strong> non essere spettatore, sii protagonista! Partecipa all'assemblea e fai valere le tue idee. <strong>PERCHÉ TU NON SEI SOLO UN NUMERO:</strong><em> <a href="https://www.votofc.it/" target="_blank" rel="noreferrer">VOTOFC.IT</a></em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 21 Sep 2026 12:28:36 +0200</pubDate>
                        <title>Avete la faccia come il Bollo! Manifestazione a Roma il 23 settembre davanti il Ministero dell&#039;Economia e delle Finanze</title>
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		                        		https://tesoro.usb.it/leggi-notizia/avete-la-faccia-come-il-bollo-manifestazione-a-roma-il-23-settembre-davanti-il-ministero-delleconomia-e-delle-finanze-1232.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>IL 23 SETTEMBRE ORE 16.30 CONTRO IL CAROVITA PORTIAMO LA PROTESTA SOTTO IL MINISTERO DELL&#039;ECONOMIA E DELLE FINANZE </description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><em><strong>Dal nazionale -</strong></em>&nbsp;Il governo Meloni alla fine ha partorito il topolino. Dopo aver prorogato la sospensione delle accise in cerca di una soluzione, ha finito per approvare una misura ad hoc per l’appuntamento elettorale, evitando di intervenire come dovrebbe sul fattore inflazione, che è ormai diventata una condizione strutturale del nostro sistema.</p>
<p class="text-justify">Mentre i salari sono in riserva da anni, i prezzi continuano a salire. L’aumento dei prezzi dell’energia si è riversato nel carrello della spesa con aumenti sui generi alimentari che oscillano dal 30 al 50% (dati ISTAT&nbsp;luglio 2021&nbsp;al&nbsp;luglio 2026): altro che tassa sul bollo auto, servono interventi seri e strutturali per controllare i prezzi e far tornare a salire le retribuzioni.</p>
<p class="text-justify">La vergogna del momento sono Cgil Cisl e Uil che stanno trattando con Confindustria una nuova stagione di moderazione salariale, confermando per il calcolo dell’inflazione il ricorso all’indice IPCA NEI che non considera i costi delle importazioni energetiche. Un’autentica beffa che si aggiunge alla drammaticità della crisi che stiamo vivendo.</p>
<p class="text-justify">Per uscire dall’emergenza servono misure strutturali, che diano risposte alla cittadinanza ed alle categorie più svantaggiate del nostro Paese.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Vogliamo l’abolizione dell’IVA sui beni di prima necessità, il blocco dei prezzi dei beni essenziali e delle tariffe energetiche, affitti legati ai salari e rilancio dell’edilizia popolare, l’istituzione di Osservatori sui prezzi nelle Prefetture aperti alle organizzazioni sociali, la tassazione al 100% dei profitti accumulati dalle imprese che hanno speculato sulla guerra e sui prezzi delle materie energetiche, una nuova scala mobile per riallineare le retribuzioni al costo della vita.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 11:34:49 +0200</pubDate>
                        <title> l&#039;USB scrive all&#039;ARAN sul CCNL Funzioni Centrali</title>
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		                        		https://tesoro.usb.it/leggi-notizia/lusb-scrive-allaran-sul-ccnl-funzioni-centrali-1138.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>Nessuna decisione su CCNL  Funzioni Centrali prima della fine della consultazione di lavoratrici e lavoratori.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">L'Usb scrive ad Aran: nessuna decisione su CCNL &nbsp;Funzioni Centrali prima della fine della consultazione di lavoratrici e lavoratori.<br /> Di seguito il testo della nota:</p>
<p class="text-justify"><em>La Confederazione USB e USB Pubblico Impiego non partecipano alla riunione convocata oggi dall’ Aran per la firma del CCNL Funzioni Centrali 2025/2027.</em></p>
<p class="text-justify"><em>Le scriventi si riservano di decidere in merito alla sottoscrizione solo dopo aver concluso la consultazione dei lavoratori e delle lavoratrici del comparto che terminerà il 30 settembre al fine di garantire la massima partecipazione, in un periodo fortemente caratterizzato dalle assenze dovute alle ferie estive, ad un importante momento di democrazia sindacale.</em></p>
<p class="text-justify"><em>La scelta di convocare la firma in pieno agosto, utile soprattutto al Governo per alimentare la propaganda sul numero di rinnovi contrattuali nel Pubblico Impiego, contrasta invece con l’esigenza di dar voce in modo compiuto ed esaustivo a lavoratrici e lavoratori e non può in alcun modo interrompere il percorso democratico deciso nei nostri organismi statutari.&nbsp;</em></p>
<p class="text-justify"><em>La consultazione, pratica consueta e non formale per la nostra Organizzazione Sindacale, è resa&nbsp; ancora più necessaria da un contratto che non dà risposte rispetto ad una situazione salariale che vede l’erosione continua del potere&nbsp; d’acquisto&nbsp; delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto, confermando peraltro un sistema di contrattazione antidemocratico e vessatorio per le Organizzazioni Sindacali che dissentono e che esclude le RSU dai livelli contrattuali che decidono realmente.</em></p>
<p class="text-justify"><em>Inoltre, l’introduzione di alcuni elementi di innovazione, come l’intelligenza artificiale, impone una riflessione e necessita di un confronto serrato nei luoghi di lavoro.</em></p>
<p class="text-justify"><em>Pertanto, USB PI e USB Confederazione confermano la data del 30 settembre come termine della consultazione, dopo la quale si avvierà la discussione negli ambiti preposti dell’Organizzazione sulla valutazione del rinnovo contrattuale e verranno assunte decisioni in merito.</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 21 Jul 2026 12:14:48 +0200</pubDate>
                        <title>USB rinnovo Funzioni Centrali: riprendiamoci il nostro potere d’acquisto!</title>
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		                        		https://tesoro.usb.it/leggi-notizia/usb-rinnovo-funzioni-centrali-riprendiamoci-il-nostro-potere-dacquisto-1240.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">In questi giorni, le notizie che circolano sulla stampa raccontano una realtà dorata: il rinnovo del Contratto delle Funzioni Centrali viene dipinto come la soluzione a tutti i problemi economicamente patiti dai lavoratori. <strong>La realtà, purtroppo, dice ben altro.</strong></p>
<p class="text-justify">Mentre i titoli dei giornali celebrano gli accordi raggiunti, i numeri veri dipingono un quadro di progressivo impoverimento. Tra il 2019 e il 2026 l'inflazione cumulativa ha toccato un spaventoso <strong>21,2%</strong>, a fronte di incrementi retributivi lordi che si fermano a un risicato <strong>16-17%</strong>. Se a questo divario aggiungiamo il peso della pressione fiscale e il cosiddetto “drenaggio fiscale” o come dicono quelli bravi il <em>bracket creep</em>, l'effetto reale sulla busta paga è impietoso: i presunti aumenti vengono letteralmente divorati dal carovita, colpendo indiscriminatamente ogni livello e area professionale.</p>
<p class="text-justify">Guardando le cifre reali e rapportandole alla perdita del potere d'acquisto, la perdita reale è evidente per tutti:</p><ul> 	<li class="text-justify"><strong>per l'Area dei Funzionari</strong>, l’aumento di <strong>€ 161,80 lordi al mese</strong> si traduce in un calo reale del potere d'acquisto del <strong>-4,2%</strong>.</li> 	<li class="text-justify"><strong>per l'Area degli Assistenti</strong>, a fronte di <strong>€ 133,20 lordi al mese</strong>, si registra una perdita netta del <strong>-4,7%</strong>.</li> 	<li class="text-justify"><strong>per l'Area degli Operatori</strong>, l’incremento di <strong>€ 126,60 lordi al mese</strong> equivale a un impoverimento del <strong>-5,2%</strong>.</li> </ul><p class="text-justify">Ricordiamo che parliamo sempre di importi lordi, sui quali le aliquote Irpef e le detrazioni personali vanno ad incidere ulteriormente al ribasso<em>.</em></p>
<p class="text-justify">È il momento di dirlo con chiarezza: <strong>un aumento nominale non equivale mai a un aumento reale</strong>. Se i prezzi di beni di prima necessità, bollette e affitti corrono più veloci degli stipendi, il salario perde valore ogni singolo mese. Accettare accordi che non tengono conto dell'inflazione reale significa avallare una svalutazione sistematica del nostro lavoro.</p>
<p class="text-justify">Come <strong>USB Pubblico Impiego</strong> da anni diciamo un no fermo e deciso ai rinnovi contrattuali pensati solo “sulla carta”. Non possiamo più permetterci intese al ribasso. Per restituire dignità al lavoro pubblico chiediamo con forza:</p><ol> 	<li class="text-justify"><strong>il recupero integrale dell’inflazione</strong>, con un meccanismo di adeguamento automatico dei salari.</li> 	<li class="text-justify"><strong>la detassazione degli aumenti contrattuali</strong>, per fermare la speculazione fiscale sulle nostre buste paga.</li> 	<li class="text-justify"><strong>aumenti netti dignitosi</strong> e un adeguato stanziamento per i fondi accessori.</li> </ol><p class="text-justify">La dignità del lavoro pubblico non si svende né si baratta con qualche annuncio a mezzo stampa: <strong>si difende con la trasparenza e con il conflitto</strong>.</p>
<p class="text-justify">Invitiamo tutti i lavoratori e le lavoratrici a non rimanere a guardare, a <strong>fare sentire la propria voce</strong> <strong>votando in pochi minuti la consultazione aperta su </strong><a href="https://www.votofc.it/" target="_blank" rel="noreferrer"><strong>https://www.votofc.it/</strong></a><strong> </strong>e partecipando attivamente alle prossime assemblee e mobilitazioni.</p>
<p class="text-justify"><strong>Unisciti alla lotta. Riprendiamoci il nostro potere d'acquisto!</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>USB Pubblico Impiego MEF</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 10 Jul 2026 11:00:20 +0200</pubDate>
                        <title>CCNL FUNZIONI CENTRALI 2025/2027: A TE LA PAROLA!</title>
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		                        		https://tesoro.usb.it/leggi-notizia/ccnl-funzioni-centrali-2025-2027-a-te-la-parola-1231.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>Apriamo oggi una nuova pagina di democrazia e partecipazione. Ancora una volta USB si prende la responsabilità di dare dignità e valore ai pensieri e alle condizioni di chi lavora nella pubblica amministrazione. Parte un ciclo di incontri, assemblee, agitazione negli uffici di tutta Italia.  Da qui al 30 settembre vogliamo capire tuttɜ insiemɜ che cosa pensano lavoratrici e lavoratori pubblici del contratto, che cosa vogliono da una organizzazione sindacale degna di questo nome. Diffondiamo e condividiamo al massimo questo messaggio. </description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>CCNL FUNZIONI CENTRALI 2025/2027: A TE LA PAROLA!&nbsp;</strong></p>
<p class="text-justify">L'USB P. I. &nbsp;ha deciso di non firmare la preintesa contrattuale. È necessario prima di tutto avviare la consultazione del personale delle Funzioni Centrali sul rinnovo contrattuale.&nbsp;<br /> Chiediamo a lavoratrici e lavoratori una valutazione sul contratto in generale e su alcuni temi specifici:<br /> -Aumenti contrattuali e inflazione<br /> -Introduzione dell'Intelligenza artificiale<br /> -Democrazia sindacale</p>
<p class="text-justify">Votare ê importante, semplice e veloce <a href="https://www.votofc.it/" target="_blank" rel="noreferrer">⬇️</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a href="https://www.votofc.it/" target="_blank" rel="noreferrer">www.votofc.it</a></strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 02 Jul 2026 17:24:38 +0200</pubDate>
                        <title>Riforma della P.A.: il ministro Zangrillo si cimenta nel solito gioco delle tre carte sulla pelle dei lavoratori!</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://tesoro.usb.it/leggi-notizia/riforma-della-pa-il-ministro-zangrillo-si-cimenta-nel-solito-gioco-delle-tre-carte-sulla-pelle-dei-lavoratori-1728.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>Il Governo ha approvato definitivamente il disegno di legge sulla Pubblica Amministrazione.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Dietro<strong> la retorica del “merito” </strong>si nasconde l’ennesimo attacco ai diritti, ai salari e alla dignità di chi manda avanti la macchina dello Stato ogni giorno, proprio nel momento in cui l'economia di guerra morde maggiormente e la spirale inflattiva mette a dura prova la vita di milioni di lavoratori e delle rispettive famiglie.</p>
<p class="text-justify"><strong>COSA PREVEDE LA RIFORMA ZANGRILLO:</strong></p>
<p><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </strong>•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>Tetto massimo del 30%:</strong> solo una quota ridotta di dipendenti potrà ottenere la valutazione di “eccellente”.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; •&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>Esclusione predeterminata:</strong> anche se tutto l’ufficio raggiungesse gli obiettivi, il 70% del personale sarà comunque tagliato fuori dal compenso massimo.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; •&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>Zero risorse aggiuntive:</strong> nessun nuovo fondo stanziato. I <em>bonus</em> per pochi saranno pagati tagliando il salario accessorio di tutti gli altri.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; •&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>Più potere ai dirigenti:</strong> meno peso ai concorsi pubblici e criteri sempre meno trasparenti; più spazio alla discrezionalità e alle simpatie gerarchiche.</p>
<p class="text-justify"><strong>La posizione di USB: il rendimento non è una gara! Non potrà mai esserlo nel Pubblico Impiego!</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>La produttività nella P.A. </strong>per la natura stessa dei servizi che le amministrazioni sono tenute a garantire si basa sul lavoro di squadra e sulla cooperazione, non sulla competizione selvaggia tra colleghi. Soprattutto, <strong>andrebbe adeguatamente retribuita!</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>A maggior ragione negli uffici del Ministero dell’Economia e delle Finanze</strong>, dove il personale dell'amministrazione, drasticamente diminuito dal punto di vista numerico, è spesso soggetto a continui appesantimenti dei carichi di lavoro.</p>
<p class="text-justify"><strong>Si lavora in condizioni disagiate e sotto stress</strong>, in barba a qualsiasi norma sul benessere lavorativo, sulla salute e sulla sicurezza, senza disponibilità di straordinari o, peggio, lavorando praticamente gratis, come nel caso dei colleghi costretti alle aperture straordinarie del sistema NoiPA!</p>
<p class="text-justify"><strong>Questo provvedimento non premia l’eccellenza: </strong>punta a dividere i lavoratori, a creare frustrazione negli uffici e a smantellare lo spirito di solidarietà<strong>. Il merito non si può decidere a tavolino, ancor prima ancora di aver valutato il lavoro reale!</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>USB rivendica:</strong></p>
<p><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; •&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Salari dignitosi per tutti: </strong>aumenti strutturali e risorse fresche nei contratti, non bonus legati a quote arbitrarie.</p>
<p><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; •&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Trasparenza totale: </strong>carriere basate su criteri oggettivi, formazione continua e concorsi pubblici, non sui giudizi personali dei dirigenti.</p>
<p><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; •&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Difesa dei servizi pubblici: </strong>valorizzazione del personale per garantire servizi migliori ai cittadini, rifiutando la logica aziendalista del punteggio a tutti i costi.</p>
<p class="text-justify"><strong>USB</strong> chiama tutte e tutti a difendere il salario, la trasparenza e la dignità del lavoro pubblico: <strong>non si può continuare a lavorare come se niente fosse!</strong> Le lavoratrici e i lavoratori non accettino di essere messi l'una contro l'altro per spartirsi le briciole.</p>
<p class="text-justify"><strong>USB PI – MEF</strong></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 02 Jul 2026 15:13:20 +0200</pubDate>
                        <title>USB: L’AMMINISTRAZIONE IMPONE, GLI ALTRI TACCIONO</title>
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		                        		https://tesoro.usb.it/leggi-notizia/usb-lamministrazione-impone-gli-altri-tacciono-1521.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>USB denuncia con forza l’ennesimo atto autoritario dell’Amministrazione</strong>, che impone un provvedimento unilaterale sull’accordo dei criteri di accessibilità al lavoro agile e coworking, scaricando sui lavoratori il fallimento di un confronto mai realmente voluto.</p>
<p class="text-justify"><strong>Altro che contrattazione:</strong> qui siamo di fronte a una decisione calata dall’alto, costruita per aggirare il confronto sindacale e imporre regole peggiorative.</p>
<p class="text-justify"><strong>A dimostrazione di questa totale chiusura</strong>, il MEF fra l’altro non prende in considerazione neanche la diffida della nostra O.S. ad adempiere alla sentenza che ci riconosce il diritto di essere ammessi ai tavoli per le informative e il confronto (diffida a cui l’Amministrazione non si degna nemmeno di replicare!), ignorando deliberatamente l'obbligo.</p>
<p class="text-justify"><strong>Di fronte a questa grave forzatura</strong>, quasi la totalità delle organizzazioni sindacali tacciono: nessuna presa di posizione chiara o denuncia pubblica o, peggio ancora, si comportano come fossero la <em>Segreteria dell’Amministrazione</em> e si prodigano nella diffusione di determine e moduli. Questo silenzio complice è inaccettabile e non fa altro che favorire le imposizioni dell’amministrazione riducendo al minimo i segnali di disturbo.</p>
<p class="text-justify"><strong>USB non ci sta:</strong> quando si colpiscono i diritti, non possono esistere posizioni “neutrali”.</p>
<p class="text-justify">L’Amministrazione certifica il mancato accordo e reitera <strong>ancora una volta con un atto unilaterale</strong> la castrazione del confronto, riducendolo a mera formalità.</p>
<p class="text-justify"><strong>Questo è un comportamento gravissimo</strong> che esprime con tutta la sua veemenza l’indisponibilità alla mediazione, alla propensione al confronto e l’indifferenza di fronte al ruolo delle RSU e delle organizzazioni sindacali.</p>
<p class="text-justify"><strong>L’amministrazione</strong>, oltre ad aver certificato il mancato accordo, <strong>ha attestato che questi strumenti di organizzazione del lavoro</strong>, che dovrebbero generare benessere organizzativo per tutto il personale, <strong>non sono altro che forme di controllo</strong> unilaterale presentate come pietose concessioni nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori.</p>
<p class="text-justify">Queste premesse pongono le basi per creare <strong>un terreno fertile a favoritismi, disuguaglianze ed arbitrarietà da parte della dirigenza </strong>che, stando ai fatti, già da lungo tempo sta procedendo in questa direzione.</p>
<p class="text-justify"><strong>La linea di USB è chiara:</strong> la linea rossa non va oltrepassata. Gli atti unilaterali, la discrezionalità senza regole e i silenzi complici non possono esistere.</p>
<p class="text-justify">Alla luce di tutto ciò <strong>USB chiede subito la riapertura del confronto</strong>, regole trasparenti, chiare e tutele uguali per tutto il personale.</p>
<p class="text-justify">Se l’amministrazione continuerà in questa direzione, <strong>USB è pronta alla mobilitazione. </strong></p>
<p class="text-justify">Perché i diritti non si regalano, non si concedono, non si impongono: si conquistano e si difendono.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sat, 27 Jun 2026 08:32:16 +0200</pubDate>
                        <title>MEF: Amministrazione a sangue freddo. </title>
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		                        		https://tesoro.usb.it/leggi-notizia/amministrazione-a-sangue-freddo-0927.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>LE TRATTATIVE UNILATERALI</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Negli ultimi tempi ben si sa che <strong>l'amministrazione MEF non ha brillato di intraprendenza quando si è trattato di assumere posizioni e di prendere decisioni di maggior favore</strong> nei confronti del personale.</p>
<p class="text-justify">L’amministrazione, come <strong>un animale a sangue freddo</strong> sta lì immobile, abituando le lavoratrici e i lavoratori a lunghe attese, incertezze e silenzi ma... al momento opportuno, non esita a compiere un grande slancio quando si tratta di definire posizioni di chiusura nette e rovinose nei confronti delle relazioni sindacali.</p>
<p class="text-justify"><strong>Le trattative con la RSU DT, DE, RGS, DAG e UDCAP sulla flessibilità oraria e i criteri di accesso per il lavoro a distanza erano in corso da aprile 2026</strong> con un ritardo che palesemente mirava ad indebolire le relazioni di terzo livello (contrattazione di sede tra Amministrazione e RSU), tant’è che dal primo maggio l’Amministrazione ha proseguito per la sua via implementando le proprie politiche senza curarsi che si fosse trovato un accordo, promettendo di procedere in seguito con le opportune integrazioni.</p>
<p class="text-justify">Il secondo incontro c’è stato <strong>il 12 maggio</strong>, quando la nuova policy dello smart working e le nuove articolazioni orarie erano già cosa vecchia, e benché qualche organizzazione sindacale vantasse i meriti di discorsi e proposte, <strong>era già evidente che il MEF pendeva verso la chiusura di ogni forma di dialogo</strong> nonostante avesse promesso dati e scartoffie per il futuro.</p>
<p class="text-justify"><strong>Dal secondo incontro fino a giugno non è volata una mosca</strong>, fino ad arrivare al 22 giugno in cui l’amministrazione ha emesso un atto unilaterale per mancato accordo sui <em>criteri per l’individuazione di fasce temporali di flessibilità in entrata e in uscita</em>.</p>
<p class="text-justify">È vero che la normativa prevede che, se non si trova un accordo in sede di contrattazione, l’amministrazione può procedere ad un atto unilaterale senza che sia necessaria la firma tra le parti, ma è anche vero che <strong>fino ad oggi al MEF non si è mai verificata una situazione analoga </strong>poiché qualche imperativo morale che sfugge alle regole scritte ha sempre frenato e impedito un tale scenario.</p>
<p class="text-justify"><strong>Il MEF si sta assumendo la responsabilità di un atto politico</strong> dannoso che genera delle conseguenze nocive per le relazioni sindacali e per il rapporto con il proprio personale. <strong>La deliberata adozione di atteggiamenti simili incrinano in modo irreversibile la fiducia</strong> delle lavoratrici e dei lavoratori.</p>
<p class="text-justify">E sebbene certe scelte vengano adottate in momenti in cui si può pensare che poi in fondo non ci saranno grosse reazioni, spesso <strong>sono proprio queste imposizioni a risvegliare le coscienze</strong> e a creare le condizioni per risposte forti e di segno opposto.</p>
<p class="text-justify">Si continua a perseguire la strada di un modello di relazioni sindacali antidemocratico.</p>
<p class="text-justify">Per un sindacato come <strong>USB da anni impegnata a battersi per la democrazia sindacale e per rivendicare l’importanza del ruolo delle RSU nelle trattative </strong>il momento opportuno per imporre politiche antidemocratiche non può mai esistere!</p>
<p class="text-justify"><strong>USB</strong> proseguirà nel battersi per conferire <strong>dignità e forza alla voce delle RSU espressione diretta delle lavoratrici e dei lavoratori.</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 18 Jun 2026 09:37:37 +0200</pubDate>
                        <title>Politiche del personale al MEF: cronaca di un fallimento annunciato.</title>
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		                        		https://tesoro.usb.it/leggi-notizia/politiche-del-personale-al-mef-cronaca-di-un-fallimento-annunciato-0941.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>PEV: tra l&#039;immobilismo dell&#039;Amministrazione e le illusioni della complicità sindacale</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">In tempi non sospetti, <strong>USB ha espresso un giudizio nettamente negativo sulle politiche del personale adottate ormai da troppo tempo al MEF.</strong> Si tratta di strategie fallimentari che sacrificano le professionalità interne e la sostenibilità a lungo termine degli istituti contrattuali, piegando le norme sul merito in favore di un sistema sempre più inefficiente.</p>
<p class="text-justify">Come <strong>USB MEF</strong> abbiamo denunciato più volte la desolante gestione dell’Amministrazione, senza tacere sulla <strong>complicità dei sindacati firmatari</strong>. Non c’è bisogno di doti profetiche per prevedere che questo approccio caparbio genererà ulteriori situazioni ingestibili, le cui responsabilità ricadono interamente sui vertici di Via XX Settembre. In questo scenario, la Direzione del Personale del DAG – ufficio strategico per la gestione delle risorse umane – ha svolto un ruolo fondamentale nel costruire procedure per gli sviluppi economici (sia PEO che PEV) dal funzionamento distorsivo.</p>
<p class="text-justify">Già nel 2024 USB ritenne del tutto insufficienti le risorse stanziate dal MEF per i <strong>Passaggi Economici Verticali (PEV)</strong>, considerata la vastissima platea di partecipanti. Una penuria rimasta tale anche quando l'Amministrazione, a precisa domanda di USB, ha confermato che non avrebbe proceduto a nuove PEV per il 2024, nonostante le somme ricalcolate dal nuovo PIAO lo avrebbero permesso. Al contrario, la nostra sigla ha espressamente richiesto al tavolo la prosecuzione delle PEV in deroga fino alla fine di quell’anno.</p>
<p class="text-justify">Il risultato finale paga lo scotto di una linea politica ben precisa: il MEF, abusando del proprio potere datoriale, ha adottato una politica assunzionale a dir poco opinabile, <strong>assumendo negli ultimi anni centinaia di funzionari esclusivamente dall'esterno</strong>. Questa facoltà assunzionale poteva e doveva essere destinata, in quota parte, al personale in servizio nell'Area II in possesso di laurea, sfruttando le percentuali di riserva previste dalla legge:</p><ul> 	<li class="text-justify"><strong>20%</strong> (Legge Madia, prima versione);</li> 	<li class="text-justify"><strong>30%</strong> (Legge Madia, seconda versione);</li> 	<li class="text-justify"><strong>50%</strong> (Decreto Reclutamento Brunetta).</li> </ul><p class="text-justify">Quanti posti ha destinato il MEF al proprio personale sfruttando queste norme? <strong>Zero. </strong></p>
<p class="text-justify">Oltretutto, per stessa ammissione dell’Amministrazione il <strong>saldo pensionamenti/assunzioni è totalmente deficitario stante il 65% circa di dimissioni del personale neoassunto, </strong>dimostrazione plastica che le politiche del personale adottate dall’Amministrazione sono state poco attrattive anche nei confronti dei neoassunti. &nbsp;</p>
<p class="text-justify">Questa premessa è doverosa per inquadrare il contesto in cui ci si è mossi per le PEV in deroga al titolo di studio: una <strong>scientifica mortificazione delle professionalità esistenti</strong>. Il sistema di PEV previsto dall'art. 18 del CCNL è nato proprio come misura di compensazione per chi ha svolto, di fatto, mansioni superiori e – non avendo la laurea – non ha potuto beneficiare delle leggi Madia o Brunetta (procedure che altre amministrazioni, a differenza del MEF, hanno attivato valorizzando i titoli e scorrendo le graduatorie degli idonei fino al 31/12/2022). Non a caso, il meccanismo contrattuale si basa sulla valorizzazione dell'esperienza e dell'anzianità nell'area di provenienza.</p>
<p class="text-justify">Eppure il MEF, consapevole di non essere vincolato alla ricerca di un accordo con le OO.SS., si è presentato al tavolo con soli <strong>600 posti disponibili a fronte di oltre 3.000 aventi diritto</strong>, tentando di piegare l'art. 18 alla necessità (impossibile) di tappare i buchi delle scelte sbagliate dell'ultimo triennio. Il disastro è sotto gli occhi di tutti, e il colpevole è uno solo: il MEF.</p>
<p class="text-justify"><strong>Arriviamo alle fake news sindacali: la Proroga delle PEV. </strong>Le PEV 2024 non soddisfano affatto le aspettative dei lavoratori, ma essendo state comunque attuate dall'Amministrazione (seppur sottostimate), escludono tecnicamente la possibilità di una nuova procedura in deroga.</p>
<p class="text-justify">È necessario fare chiarezza sul testo del CCNL Funzioni Centrali 2022-2024: il contratto ha sì <strong>spostato il termine per le progressioni verticali in deroga al 30 giugno 2026, ma solo per le amministrazioni che si trovavano ancora in fase di prima applicazione del nuovo ordinamento professionale</strong>. Questo concetto è stato cristallino sin da subito:</p><ol> 	<li class="text-justify"><strong>Al Tavolo ARAN</strong>, dove le OO.SS. hanno voluto la proroga esclusivamente per non penalizzare i dipendenti dei ministeri "non virtuosi" (quelli rimasti indietro con i bandi).</li> 	<li class="text-justify"><strong>Al Tavolo Nazionale di Amministrazione</strong>, dove è stato ribadito e messo a verbale da tutte le parti presenti che tale proroga <strong>non è applicabile al MEF</strong>, proprio perché la procedura era già stata consumata.</li> </ol><p class="text-justify"><strong>Ci è capitato di leggere in questi giorni il comunicato di un'organizzazione sindacale che afferma il contrario</strong>, auto-esaltandosi come “paladina” di ulteriori PEV in deroga (svegliandosi, fatalità, a soli 15 giorni dalla scadenza della presunta proroga).</p>
<p class="text-justify"><em>A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.</em> Crediamo non si tratti di una svista, ma di una strategia deliberata per <strong>illudere lavoratrici e lavoratori</strong> già profondamente frustrati dai comportamenti dell'Amministrazione. USB non si presta alle vendite di fumo: continuiamo a difendere i lavoratori con la trasparenza, la verità e la lotta reale e non<strong> con interpretazioni fantasiose di CCNL “a perdere” firmati a danno dei lavoratori.</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 27 May 2026 12:42:00 +0200</pubDate>
                        <title>Spettano a USB le prerogative sindacali di informazione e confronto</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://tesoro.usb.it/leggi-notizia/spettano-a-usb-le-prerogative-sindacali-di-informazione-e-confronto-1257.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>USB chiede all’Amministrazione del MEF l’immediata applicazione della Sentenza Tribunale di Roma 25.05.2026.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Riportiamo di seguito il testo della nota che USB PI MEF ha trasmesso al Capo Dipartimento &nbsp; dell’Amministrazione Generale del Personale e dei Servizi&nbsp;, al Direttore del DAG e al Dirigente delle Relazioni sindacali:</p><div style="border:solid windowtext 1.0pt; padding:1.0pt 4.0pt 1.0pt 4.0pt"><p class="text-justify">La scrivente Organizzazione Sindacale USB PI MEF richiama l’attenzione delle SS.LL. sulla recente <strong>sentenza del Tribunale di Roma – Sezione Lavoro, pronunciata il 25 maggio 2026</strong>, che ha definito un principio di particolare rilievo in materia di relazioni sindacali nel pubblico impiego.</p>
<p class="text-justify">La decisione, resa nella sentenza della causa lavoro di I grado iscritta al numero 40023/2025 R.G. promossa da USB P.I. contro INAIL, ha <strong>riconosciuto in via generale e astratta</strong> il diritto dell’Organizzazione ricorrente, pur non firmataria del CCNL Funzioni Centrali del 27 gennaio 2025, alle prerogative sindacali dell’<strong>informazione</strong> e del <strong>confronto</strong>.</p>
<p class="text-justify">Il Tribunale ha affermato che tali prerogative costituiscono:</p>
<p class="text-justify">“imprescindibili espressioni delle relazioni sindacali”</p>
<p class="text-justify">ed ha chiarito che:</p>
<p class="text-justify">“nessuna norma di legge attribuisce alla contrattazione nazionale il potere di limitare il riconoscimento dei diritti di informazione e confronto ai medesimi soggetti sindacali firmatari del CCNL”.</p>
<p class="text-justify">La sentenza precisa inoltre che eventuali limitazioni possono operare <strong>solo nei limiti funzionali e strumentali al confronto finalizzato alla stipulazione del contratto integrativo</strong>, mentre <strong>non è consentita alcuna esclusione generalizzata</strong> delle organizzazioni sindacali rappresentative dagli istituti partecipativi previsti dal D.lgs. 165/2001.</p>
<p class="text-justify">Alla luce di quanto sopra, e considerato che il MEF applica il medesimo CCNL Funzioni Centrali oggetto della pronuncia, la scrivente O.S.</p>
<p class="text-justify"><strong>CHIEDE</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>1.</strong> L’immediata inclusione stabile di USB PI MEF in tutti i flussi informativi previsti a titolo di informazione sindacale.</p>
<p class="text-justify"><strong>2.</strong> La convocazione della scrivente O.S. a tutti i tavoli e incontri che prevedano l’istituto del confronto, al pari delle altre organizzazioni sindacali rappresentative.</p>
<p class="text-justify">La richiesta è formulata affinché le prassi relazionali del Dipartimento siano adeguate al principio affermato dal Tribunale di Roma, che conferma l’impossibilità di introdurre restrizioni non previste dalla legge ai diritti partecipativi delle organizzazioni sindacali rappresentative.</p>
<p class="text-justify">In attesa di un cortese e sollecito riscontro, si porgono distinti saluti.</p>
<p class="text-justify">Roma, 27 maggio 2026</p>
<p class="text-justify">&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Per <strong>USB P.I. MEF</strong>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Fabrizio Fort</p></div>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 17 May 2026 16:51:29 +0200</pubDate>
                        <title>Smart working: il paradosso della contattabilità</title>
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		                        		https://tesoro.usb.it/leggi-notizia/smart-working-il-paradosso-della-contattabilita-1710.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Qualcuno conosce il paradosso del gatto? Per discutere della fisica quantistica, il fisico Schrödinger immaginò un gatto chiuso in una scatola insieme ad un marchingegno letale e imprevedibile. Finché la scatola è chiusa non si può sapere se il gatto all'interno sia vivo o sia morto. Però, per qualche ragione delle leggi quantistiche, finché non si apre la scatola, si può ritenere che il gatto sia – allo stesso tempo – sia vivo, sia morto.</p>
<p class="text-justify"><br /> Secondo le leggi classiche della fisica, non è possibile che nello stesso momento si possa essere sia vivi sia morti, ma per la quantistica sì... e anche per il MEF, che genera paradossi che nulla invidiano alla quantistica.<strong> Le ore di contattabilità nelle giornate di lavoro agile non sono poi tanto diverse dal gatto di Schrödinger</strong>...</p>
<p class="text-justify"><br /> <strong>L'art. 9 comma 2 della policy dello smart working</strong> ci parla di come calcolare le ore di contattabilità rispetto all'articolazione oraria concordata con il proprio dirigente. In questo comma si parla della possibilità di avere <strong>fino a quattro ore di contattabilità nelle giornate in cui non è previsto rientro, e fino a cinque ore di contattabilità nelle giornate in cui è previsto il rientro pomeridiano</strong>. Subito dopo segue una specificazione che precisa che <strong>le ore di contattabilità, in generale, non possono superare la metà dell'orario medio giornaliero</strong>. Quindi, le quattro e le cinque ore di contattabilità devono rispettare questo tetto massimo rappresentato appunto dalla metà dell'orario giornaliero.</p>
<p class="text-justify"><br /> <strong>Già il comma, di per sé, potrebbe rappresentare un paradosso</strong>, ma la matematica può esserci di aiuto prendendo ad esempio il caso più semplice: nel caso di chi ha concordato l'articolazione oraria delle 7 ore e 12, l'orario medio giornaliero, in qualsiasi modo venga calcolato, è pari a 3 ore e 36 minuti, arrotondate per eccesso a 4 ore. Quindi, le ore di contattabilità non possono superare, in questo caso, le 4 ore.</p>
<p class="text-justify"><br /> Il comma 2 dell'articolo 9 è il nostro gatto, la scatola chiusa è il cassetto dell'amministrazione, il marchingegno letale sono le FAQ che stanno nel cassetto.</p>
<p class="text-justify"><br /> <strong>La policy è entrata in vigore dal primo maggio</strong> e si sono fatti accordi a destra e a manca in cui è successo di tutto... Si sono accordate quattro ore per le articolazioni orarie da 7 ore e 12, e nello stesso tempo ci sono stati dirigenti che ne hanno chieste cinque sempre per gli stessi casi. Chi sì, chi no, chi ha dato una spiegazione, chi un'altra... <strong>È successo di tutto</strong>.<br /> E intanto... <strong>Le FAQ non venivano pubblicate</strong>, ma una prima versione era vagamente diffusa tra i corridoi e affermava in modo chiaro ed esplicito che le cinque ore di contattabilità erano previste SOLO per le giornate in cui era previsto il rientro pomeridiano di tre ore (giornate da nove ore lavorative).</p>
<p class="text-justify"><br /> <strong>Arriviamo al 15 maggio</strong> dove si è firmato, si è formalizzato, dove le quattro ore di contattabilità per le giornate da 7 ore e 12 erano paradossalmente sia giuste che sbagliate. E poi zac... <strong>Si apre il cassetto ed escono le FAQ</strong>... e si capisce che non c'è né matematica né lingua italiana che tenga: ufficialmente le FAQ affermano che le cinque ore di contattabilità sono previste per TUTTE le giornate con rientro e non più (come si affermava nella prima versione) solo per le giornate con tre ore di rientro pomeridiano.<br /> <br /> <strong>Le lavoratrici e i lavoratori sono stanchi di assistere ai giochi di prestigio di un'amministrazione incapace di essere chiara anche con sé stessa e che si circonda di controparti accondiscendenti che si muovono coordinate sugli stessi accordi.</strong></p>
<p class="text-justify"><br /> Il tentativo di equiparare la giornata di lavoro in presenza (in cui si prevedono i rientri o meno) con una giornata di smart working è un attacco alla natura stessa del lavoro agile e alla capacità delle lavoratrici &nbsp;e dei lavoratori di gestire il proprio lavoro e il proprio tempo. Oltre questa intenzione che si cela tra le righe dell'articolo 9 della policy, si aggiunge anche <strong>l'incapacità dell'amministrazione di assumere una posizione trasparente e responsabile </strong>di fronte a tutto il personale, non curandosi del fatto che queste mosse costano tanto in termini di credibilità e dignità di un'amministrazione pubblica già sofferente.</p>
<p class="text-justify"><br /> <strong>USB ha accolto l'indignazione delle lavoratrici e dei lavoratori e chiama l'amministrazione a rispondere di quanto sta accadendo di fronte agli occhi di tutti.</strong></p>
<p class="text-justify"><br /> <strong>USB chiede chiarezza e interpretazioni logiche e univoche che non creino zone grigie fertili per scriteriate pratiche di arbitrarietà da parte della dirigenza.</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>USB PI MEF</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 15 May 2026 13:03:07 +0200</pubDate>
                        <title>LUNEDÌ 18 MAGGIO SCIOPERO GENERALE  IL PUBBLICO IMPIEGO C’È</title>
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		                        		https://tesoro.usb.it/leggi-notizia/lunedi-18-maggio-sciopero-generale-il-pubblico-impiego-ce-1307.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>Il filo rosso dei dipendenti pubblici, dalla battaglia per il rinnovo contrattuale all’opposizione contro riarmo, guerra ed economia di guerra, al fianco del popolo palestinese.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Ormai da almeno due anni USB PI ha aperto uno scontro con il Governo sulla questione salariale e sul rinnovo dei contratti pubblici. Una vertenza che si inserisce nella fase storica attuale, da questa è determinata e ne diventa uno dei fronti di opposizione più concreti.</p>
<p class="text-justify">I dipendenti pubblici pagano in maniera diretta le conseguenze economiche, sia in termini salariali che di funzione e condizioni di lavoro, della guerra e della sua continua estensione. La scelta del Governo, perché di scelta si tratta, di seguire la strada del riarmo europeo ha significato, in termini puramente aritmetici oltreché politici, sottrarre risorse alla spesa sociale che comprende i servizi pubblici e i salari di chi questi servizi li eroga. Questo ha comportato da un lato rinnovi contrattuali dei dipendenti pubblici ben al di sotto dell’inflazione e dall’altro un ulteriore ridimensionamento del welfare con la conseguente drammatizzazione delle disuguaglianze, vero dato strutturale di un modello dominato dall’economia di guerra.</p>
<p class="text-justify">In funzione di ciò, in modo assolutamente fisiologico e in grande continuità con la scelta praticata da anni di definirci, in qualità di dipendenti pubblici, combattenti contro le disuguaglianze, il rinnovo contrattuale si è configurato come il fronte avanzato sul quale combattere la guerra, l’economia di guerra e la distorsione della funzione di interi settori pubblici piegati agli interessi dell’industria bellica.</p>
<p class="text-justify">Dallo sciopero del&nbsp;31 ottobre 2024, con iniziative di categoria e mobilitazioni generali, lavoratrici e lavoratori pubblici hanno animato le piazze e i luoghi di lavoro per l’aumento dei salari e il rilancio dei servizi pubblici.</p>
<p class="text-justify">Lo sciopero generale del 18&nbsp;maggio&nbsp;rientra nel nostro percorso allo stesso modo degli scioperi di autunno, dei quali siamo stati protagonisti. Perché lo Stato siamo noi, non vogliamo essere al servizio della guerra e non vogliamo che il nostro Paese sia “amico” dello stato terrorista di Israele, colpevole di genocidio e vero pericolo per il mondo intero.</p>
<p class="text-justify">In un rinnovato protagonismo del blocco sociale che si oppone alle politiche di riarmo e alle trasformazioni sociali che ne conseguono, le lavoratrici e i lavoratori pubblici hanno grande consapevolezza del proprio ruolo e intendono svolgere fino in fondo la propria funzione a difesa di un modello sociale solidaristico.</p>
<p class="text-justify">Per questo quel filo rosso, che ha legato gli scioperi e le manifestazioni per il rinnovo contrattuale agli scioperi di autunno contro il genocidio del popolo palestinese e alla presa di posizione per il NO sociale al referendum, continuerà a tessersi nelle piazze del 18&nbsp;maggio&nbsp;contro il genocidio del popolo palestinese e contro l’arroganza di Israele, e in quella nazionale del 23 maggio “Paghiamo sempre noi” lanciata dalla categoria operaia.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 14 May 2026 10:48:27 +0200</pubDate>
                        <title>Se quel tavolo potesse parlare… RSU, flessibilità oraria, criteri di accesso allo smart working.</title>
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		                        		https://tesoro.usb.it/leggi-notizia/se-quel-tavolo-potesse-parlare-rsu-flessibilita-oraria-criteri-di-accesso-allo-smart-working-1057.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>Martedì 12 maggio 2026</strong>, nella sede di via XX Settembre si è tenuto l’incontro tra <strong>amministrazione e RSU DT, DE, RGS, DAG e UDCAP</strong> per una prosecuzione delle trattative palesemente in ritardo rispetto all’entrata in vigore del nuovo orario di lavoro e della nuova policy del lavoro agile.</p>
<p class="text-justify"><br /> &nbsp;Un ritardo che, sommato ai tanti altri ritardi di cui l’amministrazione ormai sembra farsi promotrice assoluta, definisce un approccio che mira ad indebolire qualsiasi spazio di trattativa decentrata, colpendo proprio al centro della struttura del ministero (sede XX Settembre). “Colpiscine uno per educarne cento”, diceva qualcuno; e in questo caso si può aggiungere colpiscine uno e che sia il più grosso… così si vede bene come è stato colpito.</p>
<p class="text-justify">I<strong>ndebolire in modo crescente le trattative di terzo livello (di sede) con tutti i mezzi (materiali e simbolici) significa indebolire la voce delle lavoratrici e dei lavoratori e reprimere l’espressione della parte a cui non è dato spazio nei tavoli nazionali.</strong></p>
<p class="text-justify"><br /> Il 14 aprile scorso si era tenuta la prima riunione amministrazione-RSU DT, DE, RGS, DAG e UDCAP su flessibilità oraria e criteri di priorità ed estensione del lavoro agile rimandata per valutazioni da parte dell’amministrazione sulle proposte dalla RSU più favorevoli per le lavoratrici e i lavoratori.</p>
<p class="text-justify"><br /> <strong>Dal 14 aprile al primo maggio tutto è taciuto</strong>: la policy dello smart working è entrata in vigore senza la pubblicazione delle FAQ; un ritardo che ha contribuito a creare una zona grigia che sta permettendo alla dirigenza di operare di fantasia (volutamente o non) rispetto a quanto stabilito.</p>
<p class="text-justify">L’orario di lavoro è entrato in vigore e seppure qualche modifica sulla flessibilità (in attesa di ulteriore incontro tra amministrazione e RSU) fosse possibile anche a posteriori, è lecito sollevare qualche dubbio sulla praticità del caso: il lavoratore dopo aver riempito moduli, dopo aver rischiato di non ottenere un’articolazione oraria favorevole e dopo che tutto è stato messo a sistema, dovrebbe tornare dal dirigente per chiedere la flessibilità in entrata alle ore 7.00 per implementazioni ex post… Anche solo in linea teorica non sembra essere il massimo della linearità dello svolgimento delle cose.</p>
<p class="text-justify"><br /> Siamo arrivati poi al 12 maggio, un incontro finito con un nulla di fatto, in cui la RSU con le OO.SS presenti non ha firmato nulla perché nulla di più di quanto già si sapeva è stato accolto dall’amministrazione.&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><br /> <strong>Flessibilità oraria? </strong>La RSU chiede di estendere la flessibilità alle ore 7.00 ad una percentuale di lavoratrici e lavoratori senza particolari requisiti già previsti. Scelta mossa dalla necessità di favorire la mobilità dei dipendenti MEF date le peculiarità della città metropolitana di Roma.</p>
<p class="text-justify"><br /> <strong>Criteri di accesso allo smart working? </strong>L’amministrazione non intende prevedere margini di alcun tipo rispetto alla richiesta di un ampliamento della platea che possa rientrare nella fruizione dei dieci giorni oltre i casi già indicati.<br /> L’amministrazione si è riservata di fare le sue valutazioni e di fornire nel prossimo incontro dati di dettaglio richiesti riguardo la composizione numerica del personale in entrata alle ore 7.00; ma allo stesso tempo si è riservata di valutare anche se sia il caso di riconvocare o meno un ulteriore incontro. Quindi, in onore della linearità delle cose di cui sopra si faceva cenno, sembrerebbe che rispetto a quanto già deciso, la parte datoriale in realtà non cambierà proprio nulla e neanche ne aveva intenzione.&nbsp;<br /> Tra la confusione più assoluta di parole e attribuzioni e meriti di chi dice certe parole…<strong> se quel tavolo potesse parlare, direbbe che il tavolo c’è ma in concreto, non parla.</strong></p>
<p class="text-justify"><br /> <strong>USB è sempre dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori a partire da un’informazione leale e trasparente.</strong></p>
<p class="text-justify"><br /> <strong>USB intende ridare dignità alle voci delle lavoratrici e dei lavoratori e si batte per una democrazia sindacale che garantisca il pieno esercizio delle funzioni sindacali ad ogni livello.</strong><br /> &nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 06 May 2026 11:22:00 +0200</pubDate>
                        <title>Smart working al MEF: tra interpretazioni creative, FAQ fantasma e disordine normativo. il personale non è un optional</title>
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		                        		https://tesoro.usb.it/leggi-notizia/smart-working-al-mef-tra-interpretazioni-creative-faq-fantasma-e-disordine-normativo-il-personale-non-e-un-optional-1123.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Mentre l’Amministrazione procede a passo spedito con l’attribuzione dei nuovi contratti di lavoro agile, ci troviamo davanti a uno scenario surreale: <strong>in assenza delle attese FAQ, si procede “ad orecchio”.</strong> Le interpretazioni della Policy che giungono dagli uffici fanno seriamente dubitare della padronanza della lingua italiana da parte di chi dovrebbe fornire linee guida certe.</p>
<p class="text-justify"><strong>Le FAQ</strong>, <strong>sebbene già inviate in informativa ai sindacati</strong> <strong>firmatari e solo successivamente alle RSU dei Dipartimenti centrali – con un palese spregio dell’art. 7 del CCNL FC nei confronti delle altre RSU –</strong> <strong>restano chiuse nei cassetti.</strong> A pensar male si fa peccato, ma il sospetto è che il ritardo sia dovuto a lotte intestine all'Amministrazione. Se così fosse, sarebbe gravissimo: le note esplicative non possono essere adattate a piacimento o usate come merce di scambio a scapito dei lavoratori.</p>
<p class="text-justify"><strong>Uno dei punti più critici riguarda la distribuzione delle fasce di contattabilità. </strong>L'art. 6 della Policy è chiaro: la contattabilità non può superare l'orario medio giornaliero. Eppure, assistiamo a tentativi di spalmare le ore tra mattina e pomeriggio in modo rigido, sacrificando l’essenza stessa del lavoro agile: la conciliazione vita-lavoro. <strong>USB lo aveva denunciato in tempi non sospetti: questa Policy è priva di reali tutele e troppo sbilanciata a favore della discrezionalità dirigenziale.</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>La responsabilizzazione e flessibilità restano slogan.</strong> Senza criteri di misurazione oggettivi, il rapporto negoziale tra dirigente e lavoratore diventa un monologo del primo.</p>
<p class="text-justify"><strong>Siamo in presenza di vere proprie esclusioni punitive:&nbsp;</strong>il rinvio dello smart working per i neoassunti e l'esclusione di chi ha sanzioni disciplinari sono norme discriminatorie e prive di nesso logico con la prestazione lavorativa.</p>
<p class="text-justify"><strong>In questo quadro esce rafforzato solo il potere assoluto dei Dirigenti.</strong> La decisione su autorizzazioni e sospensioni è rimessa a “fattori abilitanti” mai definiti. Nessuna garanzia reale per lavoratori fragili, caregiver o persone con disabilità.</p>
<p class="text-justify"><strong>La rigidità organizzativa è un altro limite della Policy. </strong>Infatti, le<strong> </strong>6-8 giornate mensili (riducibili!) trasformano il lavoro agile in una “concessione” e non in una modalità ordinaria. Il rischio operativo (malfunzionamenti sistemi informatici) ricade interamente sul dipendente, avendo negato la precedente possibilità di recupero delle giornate non fruite in ragione di necessità tecniche o di funzionalità dei servizi.</p>
<p class="text-justify"><strong>La immotivata burocrazia prevista per i lavoratori più fragili</strong> che sono tenuti al rinnovo annuale delle certificazioni per la “maggior esposizione ai rischi” è un inutile aggravio per chi vive condizioni di salute difficili.</p>
<p class="text-justify"><strong>A breve prevediamo che anche per il Co-working ci sarà una situazione ingestibile stante un sistema farraginoso</strong>, privo di software di prenotazione adeguati, che rende il coordinamento tra sedi un incubo amministrativo.</p>
<p class="text-justify"><strong>USB ritiene inaccettabile la “neutralizzazione” della contrattazione di terzo livello nelle sedi di RSU, svilita a semplice atto notarile di</strong> <strong><em>recepimento</em></strong> dei criteri di priorità previsti dall’Accordo Nazionale del 16 febbraio 2026.</p>
<p class="text-justify">Infine<strong>, l'Amministrazione che parla di mobilità sostenibile centellina i giorni di lavoro agile mentre il costo del carburante esplode a causa della guerra.</strong> Senza garanzie sul numero di giornate di lavoro agile, il risparmio degli spostamenti casa-lavoro resta legato al “buon cuore” del dirigente e non a una politica strutturale di sostegno al reddito e all'ambiente.&nbsp;</p>
<p><strong>Anche per questo, scenderemo in piazza sabato 23 maggio, u</strong>n passaggio necessario per mettere al centro la condizione materiale delle persone collegandola alle scelte strutturali che stanno ridefinendo l’economia.</p>
<p class="text-justify"><strong>USB non ci sta!</strong> Chiediamo l'immediata pubblicazione delle FAQ, il rispetto delle prerogative sindacali di tutte le RSU e l'eliminazione di ogni interpretazione restrittiva che leda i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>USB PI MEF</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 24 Apr 2026 10:23:23 +0200</pubDate>
                        <title>Il tuo 730 da casa!</title>
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                        <description>L&#039;USB Pubblico Impiego offre ai propri iscritti e iscritte, nonché a coloro che si iscriveranno contestualmente, un servizio gratuito di assistenza fiscale da remoto per la compilazione della dichiarazione dei redditi 730, zero code e un operatore dedicato online in videochiamata.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Il servizio sarà&nbsp;gestito da operatori fiscali qualificati&nbsp;e&nbsp;include&nbsp;la possibilità di&nbsp;firma digitale a distanza&nbsp;tramite&nbsp;OTP, per garantire massima&nbsp;praticità&nbsp;e&nbsp;sicurezza.<br /> &nbsp;</p>
<h1 class="text-center"><u><strong><a href="https://www.usbpi.it/campagne/il-tuo-730-da-casa" target="_blank" rel="noreferrer">Richiedi il servizio gratuito</a></strong></u></h1>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 10 Apr 2026 12:23:57 +0200</pubDate>
                        <title>Entra nel vivo la tornata di rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici 2025-2027</title>
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		                        		https://tesoro.usb.it/leggi-notizia/entra-nel-vivo-la-tornata-di-rinnovo-dei-contratti-dei-dipendenti-pubblici-2025-2027-1230.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>15 aprile ore 10,00 assemblea/presidio sotto al Ministero per la PA (piazza Vidoni)</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">La tornata contrattuale in corso si colloca inevitabilmente in continuità con quella precedente, conclusa lo scorso anno e che ha visto un sensibile arretramento dei salari reali e una sostanziale rottura del sistema di relazioni sindacali basato sulla concertazione, con l’espulsione delle tre organizzazioni sindacali, ree di non aver firmato un contratto a perdere, dai tavoli della contrattazione integrativa.</p>
<p class="text-justify">Una tornata contrattuale ipotecata dal drammatico scenario internazionale caratterizzato da un conflitto pesantissimo in Medio Oriente con l' inevitabile impennata dei prezzi che, visto che il governo considera le risorse stanziate per i rinnovi contrattuali non contrattabili, rischiano di produrre anche nei CCNL 2025-2027 un’ulteriore perdita del potere d’acquisto dei salari.</p>
<p class="text-justify">Da qui la scelta di USB PI di caratterizzare la propria piattaforma contrattuale su salari, diretti e indiretti, e democrazia sindacale, a partire dalla improcrastinabile necessità di introdurre un meccanismo automatico di adeguamento delle retribuzioni al costo della vita, per assicurare da un lato la tenuta dei salari, dall'altro restituire al contratto la sua naturale funzione: assicurare un avanzamento economico.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Ecco i punti che caratterizzeranno la giornata del 15 aprile:</p>
<p class="text-justify">Aumenti salariali superiori all’inflazione per restituire al CCNL la funzione di redistribuzione della ricchezza;</p>
<p class="text-justify">Aumento dei buoni pasto, il cui valore di 7 euro risale al 2012 e sicuramente non garantisce un pasto adeguato, soprattutto in una fase in cui l'inflazione pesa sul carrello della spesa molto di più che su altri beni di consumo;</p>
<p class="text-justify">Cancellazione dell’apartheid sindacale per le organizzazioni che decidono di non firmare i contratti nazionali;</p>
<p class="text-justify">Riconoscimento del ruolo che la legge assegna alle RSU garantendone piena rappresentanza a tutti i livelli di contrattazione integrativa anche nazionali.</p>
<p class="text-justify">Finora l’ARAN ha fatto orecchie da mercante e allora è tempo di andare a farci sentire sotto le finestre del Ministro Zangrillo, il quale, nel frattempo, ci ha fatto sapere che non ci sono risorse aggiuntive per i contratti, ma continua a rilasciare interviste nelle quali si vanta della famigerata continuità contrattuale evitando di dire che essa finora ha prodotto per le lavoratrici e i lavoratori pubblici un calo dei salari reali di quasi dieci punti percentuali.</p>
<p class="text-justify">Abbattere le compatibilità del nuovo patto di stabilità che fissa gli aumenti contrattuali a prescindere dall’inflazione reale</p>
<p class="text-justify">Rompere la gabbia di un sistema di relazioni sindacali basato sulla complicità e la repressione del dissenso, rimettendo le RSU, democraticamente elette da lavoratrici e lavoratori pubblici, al centro del sistema della contrattazione integrativa.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Per non pagare i costi della guerra che vogliono far ricadere su lavoratrici e lavoratori</p>
<p class="text-justify">Mercoledì 15&nbsp;aprile&nbsp;ore 10,00 manifestazione nazionale al ministero della Pubblica Amministrazione</p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-155086</guid>
                        <pubDate>Mon, 23 Mar 2026 17:44:49 +0100</pubDate>
                        <title>Ha vinto il popolo dell’autunno. Ha vinto un No netto, completo e sociale al governo Meloni: ora dimissioni</title>
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		                        		https://tesoro.usb.it/leggi-notizia/ha-vinto-il-popolo-dellautunno-ha-vinto-un-no-netto-completo-e-sociale-al-governo-meloni-ora-dimissioni-1746.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Quel popolo che ha bloccato tutto per fermare il genocidio del popolo palestinese e contestare la complicità del governo Meloni con Israele è tornato a farsi sentire, affluendo in massa alle urne e fermando la pretesa del governo di manomettere la Costituzione.</p>
<p>È un grande segnale di cambiamento e di lotta che va riprodotto nelle battaglie per difendere le nostre condizioni di vita e di lavoro, per portare l’Italia fuori dalla guerra ed esigere le dimissioni del Governo Meloni.</p>
<p>Appuntamento per un presidio&nbsp;oggi, insieme alle realtà che hanno costituito come noi il Comitato No Sociale:</p>
<p>🔴&nbsp;<strong>R</strong><strong><strong>OMA</strong>, Piazza Santi Apostoli ore 18.00</strong></p>
<p>🔴 BOLOGNA, da Via Ferrarese 2 verso Piazza del Nettuno ore 18<br /> 🔴 BRESCIA, Largo Formentone ore 18<br /> 🔴 CAGLIARI, Piazza Yenne ore 18:30<br /> 🔴 CASERTA, Piazza Vanvitelli ore 18:30<br /> 🔴 CUNEO, Via Roma (lato Duomo) ore 19:00<br /> 🔴 GENOVA, Piazza Caricamento ore 18:30<br /> 🔴 GROSSETO, Piazza Rosselli (Piazza della Vasca) ore 18<br /> 🔴 MILANO, Piazzale Loreto ore 18<br /> 🔴 NAPOLI, Largo Berlinguer ore 18<br /> 🔴 PADOVA, Via VII Febbraio (Liston) ore 19:00<br /> 🔴 PALERMO, Piazza Verdi ore 18<br /> 🔴 PAVIA, Piazza Vittoria ore 18:30<br /> 🔴 PERUGIA, Piazza Italia ore 19:00<br /> 🔴 PISA, Piazza XX&nbsp;Settembre&nbsp;ore 18<br /> 🔴 RIMINI, Piazza Cavour ore 19:00<br /> 🔴 TORINO, Piazza Castello (di fronte alla Prefettura) ore 18:30<br /> 🔴 VERONA, Piazza Isolo dalle 18</p>
<p><strong>Unione Sindacale di Base</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 23 Mar 2026 17:11:31 +0100</pubDate>
                        <title>Cuba non è sola: il Report USB da L’Avana</title>
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		                        		https://tesoro.usb.it/leggi-notizia/cuba-non-e-sola-il-report-usb-da-lavana-1714.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>Presso la stanza sindacale USB MEF prosegue senza sosta la raccolta medicinali</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Si intensificano le attività della delegazione internazionale USB a L’Avana nell'ambito del <strong>Nuestra America Convoy</strong>. Stefano Gianandrea De Angelis (Esecutivo Confederale USB) riporta giornate dense di appuntamenti cruciali per la solidarietà internazionale.</p>
<p class="text-justify"><strong>Punti chiave della missione:</strong></p><ul> 	<li class="text-justify"><strong>Gemellaggio di Base:</strong> incontro con Gerardo Hernandez (Presidente dei CDR) per avviare un progetto di gemellaggio tra i Comitati di Difesa della Rivoluzione cubani e le realtà USB (Federazione del Sociale, ASIA e Movimenti per il Diritto all’Abitare).</li> 	<li class="text-justify"><strong>Solidarietà in Mare e in Piazza:</strong> collegamento con l'assemblea di Genova per coordinare la <strong>Manifestazione Nazionale a Roma dell’11 aprile</strong>. José Nivoi, a bordo della flottiglia proveniente dal Messico, sta scortando tonnellate di aiuti verso l'isola.</li> 	<li class="text-justify"><strong>Contro il Bloqueo:</strong> la delegazione è stata ricevuta dal Presidente <strong>Miguel Díaz-Canel</strong>, che ha denunciato le drammatiche conseguenze dell’embargo statunitense, il quale colpisce oggi più che mai sanità, trasporti e produzione alimentare.</li> </ul><p class="text-justify">Oggi siamo chiamati alla massima unità per difendere Cuba e la speranza di un sistema sociale al servizio dei popoli e non del capitalismo.</p>
<p class="text-justify">Nell’ambito della<strong> Campagna “Un Farmaco per Cuba” l’iniziativa USB PI MEF </strong>in coerenza con l’impegno politico e concreto espresso dalla delegazione a L'Avana, <strong>informiamo che presso la stanza sindacale USB MEF prosegue senza sosta la raccolta</strong> medicinali. Invitiamo tutti i colleghi e i militanti a contribuire per contrastare gli effetti del <em>bloqueo</em> che mette a rischio il sistema sanitario dell'isola. La solidarietà non si ferma!</p>
<p class="text-justify"><strong>Verso la manifestazione nazionale: Roma, 11 aprile.</strong></p>
<p class="text-justify"><strong><em>Unione Sindacale di Base PI MEF</em></strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 19 Mar 2026 10:07:23 +0100</pubDate>
                        <title>Policy “Lavoro a Distanza” MEF 2026</title>
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		                        		https://tesoro.usb.it/leggi-notizia/policy-lavoro-a-distanza-mef-2026-1010.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>USB: troppa discrezionalità, poca chiarezza, nessuna reale tutela dell’equilibrio vita-lavoro.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">L’amministrazione ha diffuso, con la Determina n. 86 del 5 marzo 2026, la nuova <em>Policy per lo svolgimento della prestazione lavorativa a distanza</em> (lavoro agile e co-working).</p>
<p class="text-justify">Dopo un’attenta analisi del testo, emergono numerose criticità che rischiano di svuotare di contenuto il principio stesso del lavoro agile, riducendolo a mera flessibilità unilaterale nelle mani dei dirigenti.</p>
<p class="text-justify">Di seguito analizziamo articolo per articolo le maggiori criticità.</p>
<p class="text-justify"><strong>1. Enunciazioni prive di contenuto concreto (art. 2)</strong></p>
<p class="text-justify">Gli intenti dichiarati (maggior responsabilizzazione, transizione digitale, conciliazione vita-lavoro, flessibilità delle prestazioni, mobilità sostenibile, desk sharing) non sono altro che formule vuote.&nbsp;<strong>Nella realtà dei fatti, questa policy va nella direzione opposta rispetto a quanto promette:</strong> non è prevista alcuna declinazione operativa o misurazione di elementi concreti per raggiungere tali obiettivi, né un sistema di tutela del personale rispetto alla discrezionalità dei dirigenti; <strong>discrezionalità</strong> che assume crescenti margini di manovra e sbilancia sempre più il rapporto negoziale già squilibrato tra dirigenza e collaboratori.</p>
<p class="text-justify"><strong>2. Discrezionalità eccessiva e esclusioni discutibili (art. 3)</strong></p>
<p class="text-justify">Il lavoro a distanza per i <strong>neoassunti</strong> è rimandato oltre il periodo di prova, “salvo diversa valutazione del responsabile”. Ciò introduce una forte disparità di trattamento e apre la porta a interpretazioni soggettive.&nbsp;Sono esclusi dal lavoro agile anche coloro che hanno subìto <strong>sanzioni disciplinari</strong> superiori al rimprovero scritto negli ultimi due anni: una norma punitiva e sproporzionata, priva di reale collegamento con la possibilità di svolgere il lavoro in remoto.</p>
<p class="text-justify"><strong>3. Ampia e non motivata discrezionalità dirigenziale (artt. 4, 17 e 34)</strong></p>
<p class="text-justify">Gran parte delle decisioni su autorizzazioni, sospensioni, recesso e modifiche agli accordi individuali resta rimessa alla valutazione dei dirigenti di unità o, in alcuni casi, al Direttore Generale. Si parla di <strong>“fattori abilitanti”</strong>, ma la definizione e la verifica restano interamente interne e prive di criteri oggettivi o indicatori verificabili.&nbsp;Nessuna garanzia per <strong>lavoratori fragili, caregiver</strong> o persone con disabilità in caso di valutazioni restrittive.</p>
<p class="text-justify"><strong>4. Un modello organizzativo rigido e penalizzante (artt. 6 e 9)</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>Il limite di 6-8 giornate</strong> mensile, con possibilità di ridurre tale limite a meno di sei giornate al mese a causa di esigenze organizzative e funzionali,<strong> </strong>riduce il lavoro agile a una concessione limitata e per nulla scontata anziché una valida modalità di lavoro flessibile. <strong>È esclusa ogni</strong> <strong>possibilità di recupero</strong> <strong>delle giornate non fruite</strong>, anche se la causa è il malfunzionamento dei sistemi informatici (Citrix, VPN, ecc.): ancora una volta, il rischio operativo ricade sul dipendente. <strong>È fatto obbligo di garantire almeno</strong> <strong>la metà dei rientri in presenza</strong>. Inoltre, le norme su <strong>disconnessione e contattabilità</strong> restano generiche e non tutelano davvero i tempi di vita privata.</p>
<p class="text-justify"><strong>5. “Maggiore esposizione ai rischi della salute”, una certificazione complicata e ambigua (art. 7)</strong></p>
<p class="text-justify">La definizione di “maggior esposizione” è lasciata alla libera interpretazione del medico e del dirigente, senza chiari riferimenti ai protocolli sanitari o alle tutele della<a href="https://www.bing.com/ck/a?!&amp;&amp;p=364b54dadefcad59f4df4d55ca5a1f37fca851cb57e05e67cf9fd880c9738447JmltdHM9MTc3MzE4NzIwMA&amp;ptn=3&amp;ver=2&amp;hsh=4&amp;fclid=24f8d570-d981-661c-3eb0-c38ed8d0671a&amp;psq=legge+104&amp;u=a1aHR0cHM6Ly93d3cubGFsZWdnZXBlcnR1dHRpLml0LzIzNjkyNF9sZWdnZS0xMDQtdHV0dG8tcXVlbGxvLWNoZS1kZXZpLXNhcGVyZQ&amp;ntb=1" target="_blank" rel="noreferrer">&nbsp;Legge&nbsp;5&nbsp;febbraio&nbsp;1992,&nbsp;n.&nbsp;104</a>. <strong>Il rinnovo annuale delle certificazioni introduce ulteriore burocrazia e incertezza</strong> per chi vive condizioni di fragilità.</p>
<p class="text-justify"><strong>6. Co-working: promessa di modernità ma realtà macchinosa (Titolo III)</strong></p>
<p class="text-justify">Il sistema descritto negli articoli 18–31 è complesso, farraginoso e privo di strumenti digitali adeguati.&nbsp;<strong>La gestione tramite graduatorie</strong>, valutazioni di tavoli tecnici e autorizzazioni rischia di bloccare uno strumento che altrove è semplice e accessibile. In <strong>assenza di software integrati per la pianificazione </strong>delle postazioni, il coordinamento tra sedi ospitanti e strutture di appartenenza è di fatto ingestibile.</p>
<p class="text-justify"><strong>7. Dichiarazioni di principio senza reale contenuto formativo (art. 33)</strong></p>
<p class="text-justify">Ancora una volta, siamo di fronte a enunciazioni prive di sostanza operativa: si richiamano genericamente <strong>percorsi formativi</strong> in collaborazione con la Scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA).&nbsp;<strong>Fino ad ora</strong> <strong>l’offerta SNA è stata molto limitata e riservata a poche unità</strong>, costringendo la maggior parte dei dipendenti a <strong>ricorrere</strong> <strong>ai discutibili corsi della piattaforma</strong> <strong>Syllabus</strong> per adempiere agli obblighi minimi di formazione previsti dalle norme.&nbsp;<strong>È necessario chiarire come l’Amministrazione intenda gestire i canali formativi</strong> per assolvere l’obbligo formativo dell’anno corrente e se sia il caso di abbandonare la piattaforma Syllabus che non è stata oggetto di miglioramenti nonostante le continue segnalazioni.&nbsp;Occorrono degli <strong>strumenti realmente fruibili e coerenti</strong> con le competenze digitali e professionali richieste dal nuovo assetto del lavoro a distanza.</p>
<p class="text-justify"><strong>8. Disposizioni transitorie confuse (art. 34)</strong></p>
<p class="text-justify">Non è chiaro quale accordo individuale rimanga valido e quale vada riconcordato. Non sono definiti <strong>criteri oggettivi</strong> per stabilire l’idoneità degli accordi in corso, ad esempio in caso di cambio del dirigente firmatario del datato accordo vigente. Si rischia una <strong>giungla amministrativa</strong> che danneggia lavoratori e uffici.&nbsp;<strong>In sintesi,</strong> viene introdotta <strong>una</strong> <strong>disciplina eccessivamente dirigista</strong> <strong>e incerta</strong> che si offre sempre più alla discrezionalità del dirigente. <strong>Non si garantiscono strumenti organizzativi e informatici adeguati e concreti</strong> e non si rinnova in alcun modo la cultura del lavoro che sì, negli intenti si presenta come una cultura del lavoro orientata agli obiettivi, ma nella pratica scade nell’utilizzo del lavoro agile come un sistema di premi e punizioni nei confronti dei dipendenti o nella migliore delle ipotesi come uno strumento di assistenzialismo. Nella policy si fa cenno anche alla <strong>mobilità sostenibile</strong> senza presentare nessuna garanzia per favorire tale intento. Come noto, con lo scoppio della crisi in Medio Oriente, i prezzi del carburante stanno infiammando e soluzioni concrete da parte del governo tardano ad arrivare. <strong>In questo quadro geopolitico, intanto l’amministrazione MEF ci parla di mobilità sostenibile affidando<em> </em>di fatto<em> la riduzione degli spostamenti casa-lavoro-casa </em>delle lavoratrici e dei lavoratori<em> </em>alla “discrezionalità del dirigente”</strong> piuttosto che a mezzi concreti per raggiungere tale scopo.</p>
<p class="text-justify"><strong>Nel mentre, negli Uffici centrali e territoriali sedi di RSU</strong>, si incominciano già ad avviare le contrattazioni di sede territoriale (come da articolo 7, comma 7, del CCNL FC 2022-2024), che dovranno procedere al recepimento dei criteri di priorità per l’accesso e l’estensione del lavoro agile di cui all’Accordo Nazionale del 16 febbraio 2026 e all’articolo 6, commi 2 e 3, della Policy in argomento. <strong>Il panorama attuale dei tavoli di secondo livello somiglia molto a un cantiere dove i lavori sono iniziati prima ancora che arrivassero tutti i progetti esecutivi.</strong> La confusione e lo smarrimento sono il riflesso diretto di una sovrapposizione temporale e normativa particolarmente complessa. Il passaggio dall'astrazione dei criteri nazionali alla realtà pratica degli uffici non è mai indolore: <strong>recepire i criteri di priorità per il lavoro agile significa, nei fatti, dover stilare graduatorie e gestire aspettative individuali</strong> in un momento in cui le linee guida sono ancora <em>fresche</em> <em>di inchiostro</em>. <strong>I delegati ai tavoli territoriali ci pongono domande cruciali che spesso non trovano risposta immediata:</strong></p><ul> 	<li class="text-justify">quanto margine di manovra resta al tavolo locale rispetto ai criteri già blindati a livello nazionale?</li> 	<li class="text-justify">come si bilanciano le "priorità di accesso" (es. fragilità, genitorialità) con le esigenze di servizio specifiche di ogni ufficio?</li> </ul><p class="text-justify"><strong>Per USB c’è il rischio di una contrattazione a “macchia di leopardo”</strong>, che finirà per creare disparità di trattamento tra lavoratori che svolgono mansioni simili ma in sedi diverse, alimentando un senso di precarietà normativa.</p>
<p class="text-justify"><strong>USB PI MEF chiede: </strong></p><ul> 	<li class="text-justify"><strong>Chiarezza e trasparenza</strong> nei criteri di autorizzazione e recesso dagli accordi di lavoro agile.</li> 	<li class="text-justify"><strong>Tutela reale dei lavoratori fragili e caregiver</strong>, con procedure semplificate e non discrezionali.</li> 	<li class="text-justify"><strong>Riconoscimento pieno del lavoro agile</strong> come modalità ordinaria e strutturale di lavoro.</li> 	<li class="text-justify"><strong>Revisione immediata del Titolo III</strong> per garantire un co-working digitalmente gestito e interoperabile tra sedi.</li> 	<li class="text-justify"><strong>Adozione di un piano formativo nazionale</strong>, realmente accessibile e verificabile.</li> 	<li class="text-justify"><strong>Coinvolgimento delle rappresentanze sindacali</strong> in ogni fase attuativa e di monitoraggio.</li> </ul><p class="text-justify"><strong>USB</strong> continuerà a vigilare affinché il lavoro a distanza nel MEF non diventi una mera etichetta di modernità, ma una reale opportunità di innovazione organizzativa, rispetto, e bilanciamento tra vita e lavoro.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<h5 class="text-justify"><strong>USB P.I. MEF</strong></h5>]]></content:encoded>
			
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			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155037</guid>
                        <pubDate>Wed, 18 Mar 2026 15:13:47 +0100</pubDate>
                        <title>Ancora ritardi nell’erogazione buoni pasto  </title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://tesoro.usb.it/leggi-notizia/ancora-ritardi-nellerogazione-buoni-pasto-1516.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>USB PI MEF</strong> ha da tempo segnalato i gravi ritardi nell’erogazione dei buoni pasto alle lavoratrici e ai lavoratori del MEF dovuti al cambio di appalto del fornitore dei differenti lotti.</p>
<p class="text-justify">Dopo le nostre ripetute sollecitazioni&nbsp;<strong>l’Amministrazione sembrava avesse avviato la consegna a tutti gli uffici.</strong>&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Come promesso <strong>USB si è fatta parte diligente</strong> nel monitorare l'evolversi effettivo rispetto delle date di consegna indicate dall’Amministrazione.</p>
<p class="text-justify">Alla luce delle segnalazioni ricevute <strong>USB denuncia</strong> <strong>assegnazioni frammentarie, non uniformi</strong><strong> o addirittura insufficienti a coprire la totalità dei lavoratori e lavoratrici presenti nella pianta organica della medesima sede dove sono stati consegnati i nuovi buoni pasto elettronici.</strong></p>
<p class="text-justify">Ancora una volta i gravi e reiterati ritardi nell’erogazione dei buoni pasto presso le sedi periferiche fanno dubitare dell’attenzione per il proprio personale da parte del MEF.</p>
<p class="text-justify">Il protrarsi di tale situazione fa sì che lavoratrici e lavoratori stiano&nbsp;<strong>anticipando le spese di tasca propria sin dall’inizio del mese di dicembre 2025</strong>, Situazione che appare del tutto inaccettabile, oltre che lesiva dei diritti contrattuali del personale interessato. <strong>È evidente che tale circostanza sta generando crescente malcontento e disagio</strong>, soprattutto in quelle sedi dove il protrarsi dell’inadempienza riguarda solo una quota di lavoratori e lavoratrici che si vede ancora esclusi dalla distribuzione, a differenza del collega della porta accanto!</p>
<p class="text-justify">La regolarità e la puntualità nell’erogazione dei buoni pasto sono un atto dovuto, non <strong>una variabile dipendente dai tempi della burocrazia</strong> <strong>e dalle capacità organizzative dell’Amministrazione.</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>Il caos generale</strong> che il cambio fornitore e la molteplicità dei lotti nelle varie regioni d’Italia sta generando <strong>sono esempio plastico di come questo sistema non possa che arrecare danno ai lavoratori.</strong> &nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>USB ha già provveduto a segnalare</strong> al Capo dipartimento DAG, ing. Fabrizio Curcio, e al Direttore del DAG, dott. Giuseppe Parise, cosa sta accadendo nelle sedi periferiche sollecitando la rapida risoluzione della problematica. Inoltre <strong>è stato suggerito di valutare l’eventuale inadeguatezza della ditta assegnataria </strong>dei lotti interessati dai disservizi<strong>, al fine di garantire una prestazione conforme agli standard previsti</strong>, segnalando anche alla stazione appaltante Consip le problematiche riscontrate.<strong> </strong></p>
<p class="text-justify"><strong>USB</strong> <strong>ritiene che sia giunto il tempo per adeguare il valore del buono pasto al costo reale della vita e per l’accredito in busta paga, non imponibile ai fini fiscali e previdenziali, del valore dei ticket maturati. </strong>Una soluzione da tempo pretesa da USB per rendere semplice, trasparente e priva delle criticità strutturali degli appalti Consip e delle società erogatrici che periodicamente generano ritardi, blocchi e disservizi riguardanti la voce di salario accessorio che il buono pasto riveste.</p>
<h5 class="text-justify"><strong>USB P.I. MEF</strong></h5>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 13 Mar 2026 15:03:11 +0100</pubDate>
                        <title>14 marzo a Roma: la risposta sociale contro la guerra e contro un modello che impoverisce il paese</title>
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                        <description>Dalle ore 14:00 a Piazza della Repubblica</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Domani&nbsp;a Roma lavoratrici, lavoratori, studenti e pensionati scenderanno in piazza perché è ormai evidente che il Paese sta imboccando una direzione pericolosa.</p>
<p class="text-justify">La manifestazione nazionale del 14&nbsp;marzo&nbsp;nasce dentro la <strong>campagna per il NO sociale al referendum del 22 e 23 marzo</strong>, ma il contesto di queste settimane ne ha ampliato ulteriormente il significato politico: costruire una risposta sociale alle politiche del governo Meloni e alla crescente militarizzazione dello scenario internazionale.</p>
<p class="text-justify">Lo abbiamo visto chiaramente proprio in questi giorni anche nel nostro Paese. Nei porti e nelle infrastrutture civili passano mezzi e materiali destinati ai fronti di guerra e cresce la preoccupazione tra lavoratori e cittadini per il coinvolgimento sempre più diretto della logistica civile nelle dinamiche del riarmo.</p>
<p class="text-justify"><strong>Le mobilitazioni che&nbsp;</strong><strong>ieri</strong><strong>&nbsp;si sono sviluppate tra Piombino, Livorno e Pisa contro il transito di convogli carichi di armamenti raccontano con grande chiarezza cosa sta accadendo</strong>: la guerra non è qualcosa che avviene altrove, ma entra sempre più dentro i nostri territori, nelle nostre infrastrutture, nei nostri porti e nelle nostre ferrovie.</p>
<p class="text-justify"><strong>Questo quadro si intreccia con una crisi sociale e industriale sempre più evidente.</strong> I salari restano tra i più bassi d’Europa, il costo della vita continua a crescere e interi settori produttivi sono attraversati da ristrutturazioni, cessioni e dismissioni che mettono a rischio migliaia di posti di lavoro.</p>
<p class="text-justify">Dall’acciaio all’automotive, dall’elettronica alla logistica, il sistema industriale del Paese continua a essere attraversato da processi di ridimensionamento e di disimpegno produttivo mentre manca una vera politica industriale pubblica capace di difendere e rilanciare le capacità produttive nazionali.</p>
<p class="text-justify">In questo contesto si prova sempre più spesso a <strong>presentare la riconversione militare come una possibile prospettiva. È una strada sbagliata e pericolosa.</strong> Non solo perché alimenta un’economia fondata sulla conflittualità globale, ma perché non è in grado di garantire sviluppo equilibrato, occupazione stabile e prospettive per il Paese.</p>
<p class="text-justify"><strong>L’Italia avrebbe bisogno </strong>di tutt’altro: investimenti pubblici nell’industria civile, nella ricerca, nella transizione energetica, nella messa in sicurezza del territorio, nella sanità e nei servizi pubblici.</p>
<p class="text-justify">Avrebbe bisogno<strong> di salari più alti, di lavoro stabile e di una vera politica industriale capace di rimettere al centro l’interesse collettivo.</strong></p>
<p class="text-justify">Invece si continua a scaricare il peso della crisi sulle lavoratrici e sui lavoratori mentre si restringono progressivamente gli spazi democratici e si rafforza un modello politico sempre più distante dai bisogni sociali.</p>
<p class="text-justify"><strong>Per queste ragioni la piazza del 14&nbsp;</strong><strong>marzo&nbsp;</strong><strong>a Roma rappresenta un passaggio importante di mobilitazione sociale e popolare.</strong></p>
<p class="text-justify">Una piazza che vuole affermare con chiarezza che il futuro del Paese non può essere la guerra, l’impoverimento e la precarietà.</p>
<p class="text-justify">Serve un cambio di rotta radicale.</p>
<h3 class="text-center"><strong>Per questo&nbsp;</strong><strong>domani</strong><strong>&nbsp;saremo in piazza!</strong></h3>
<p class="text-justify">La Manifestazione Nazionale per il No Sociale, prevista a <strong>Roma sabato 14 dalle ore 14:00 a Piazza della Repubblica</strong>, sarà un passaggio fondamentale anche per opporsi alle politiche di riarmo di questo Governo che ci trascina in guerra.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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