Cartolarizzazione, FUA 2009 e manuale militare

Roma -

Trasmettiamo ai lavoratori (in allegato), le note delle RdB MEF che sono state inviate all'amministrazione concernenti sia le somme dovute in attuazione dell'art. 3 del comma 165 della legge 350/2003 (cosiddetta "cartolarizzazione"), di cui ai decreti siglati dal Ministro rispettivamente il 3 settembre 2009 e il 2 ottobre 2008, sia le risorse costituenti il fondo unico per l'anno 2009 (FUA 2009).

 

In un desolante quadro di crisi economica sistemica, materializzatasi nella chiusura delle fabbriche, nella perdita di posti di lavoro, nell’impoverimento dei salari, nel peggioramento delle condizioni di vita delle famiglie, siamo nel pieno di una vera e propria crisi sociale.

In questo contesto, l’attacco frontale alla P.A. è strumentale al progetto, tanto caro ai vari governi succedutisi: lo smantellamento e la privatizzazione dei servizi pubblici hanno subito un’accelerazione erogando, da un lato, fiumi di denaro alle banche e alle imprese e, dall'altro, non esitando a tagliare risorse indispensabili al buon funzionamento ed all’erogazione dei servizi utili alla collettività.

Le scellerate scelte politiche, operate sul fronte della Pubblica Amministrazione, non hanno lasciato indenne il Ministero dell’Economia e delle Finanze e i lavoratori continuano a subirne gli effetti nefandi: tra tagli ai bilanci, blocchi delle assunzioni, riforme fatte sulla pelle dei lavoratori, le condizioni di lavoro peggiorano di giorno in giorno.

A peggiorare le cose è intervenuto il decreto legislativo in attuazione della legge delega 15/09, che modifica il modello organizzativo della Pubblica Amministrazione distruggendone funzione, servizi e dipendenti pubblici (D.Lgs n. 150 del 27.10.2009).

In esso si afferma che il salario accessorio (F.U.A.) non può più essere erogato come produttività collettiva ma sarà legato esclusivamente alla ‘meritocrazia clientelare’.

E’ chiaro che l’applicazione di questo criterio per i lavoratori del MEF, oltre che intollerabile perché i soldi di tutti saranno distribuiti a pochi, sarà devastante perché la produttività collettiva, visto i magri stipendi, è elemento indispensabile della retribuzione.

Sul piano normativo e salariale il nuovo modello contrattuale non garantisce ma penalizza e abbassa il livello di vita dei dipendenti pubblici.

Un capitolo "speciale" riguarda i procedimenti disciplinari: si tratta di un vero e proprio regolamento militare, senza garanzie e senza possibilità reale di contraddittorio che ha lo scopo di intimidire e accompagnare la totale flessibilità dei lavoratori alle politiche pubbliche del governo.

Su questo tema, si è subito contraddistinta la nostra amministrazione che, come augurio di buon anno ai lavoratori del MEF, insieme alla solita, banale, insulsa e pacchiana "cartolina online", ha stilato un MANUALE operativo "sul procedimento disciplinare e i rapporti tra procedimento disciplinare e procedimento penale" (nota n. 2901 del 30 dicembre 2009 - in allegato), dimostrando la sua lealtà al politico di turno del "colpirne uno per educarne cento".

Infine, la Finanziaria 2010 non contiene risorse per il rinnovo del contratto, che da ora in poi sarà triennale, tranne il pagamento della vacanza contrattuale che ammonta a 12 euro lordi mensili pro capite.

 

Con le mobilitazioni messe in campo negli ultimi mesi, le RdB MEF sono riuscite a sbloccare il salario accessorio tenuto in ostaggio dall’Amministrazione; hanno imposto un accordo parzialmente positivo al IV Dipartimento; hanno costretto l’Amministrazione ad erogare l’acconto del FUA 2009 e discutere sulla cartolarizzazione.

Questo dimostra che solo la lotta e la partecipazione dei lavoratori paga e smaschera la svendita dei bisogni dei lavoratori e le menzogne dei sindacati collaborazionisti.

 

Occorre, però, NON ABBASSARE LA GUARDIA e rilanciare al MEF una vertenza generale che mette al centro i diritti salariali e professionali, blocchi lo smantellamento del MEF che riduce drasticamente i servizi e i posti di lavoro, prospettando mobilità per migliaia di lavoratori, soddisfi i bisogni sociali, difenda salario e diritti.

Per questo è necessario rafforzare le RdB MEF, l'unica che parla di lavoro, diritti, salario e dignità.