Commissioni Tributarie CUT 2019, USB: ancora non ci siamo

Roma -

Si è tenuto il 24/11 u.s. l’incontro sindacale avente all’ordine del giorno l’accordo per la corresponsione delle somme relative al CUT 2019 da destinare ai lavoratori delle Commissioni Tributarie. Si è trattato di un incontro fuori tempo massimo, arrivato addirittura a distanza di quasi due anni dalla firma dell’ipotesi d’accordo CUT 2018. A tale proposito, nel corso della riunione, USB ha stigmatizzato questa incresciosa situazione chiedendo innanzitutto maggior rispetto per i lavoratori delle Commissioni Tributarie che hanno tutto il diritto a ricevere con tempi certi e ricorrenti anche questa parte di salario accessorio. A compensazione di quanto accaduto, USB ha richiesto l’apertura, per i primi mesi del 2022, del tavolo negoziale per il CUT 2020 che potrà essere liquidato velocemente vista la previsione normativa di sospensione dei criteri selettivi a causa della pandemia.

Venendo alla bozza di accordo proposta dall’Amministrazione al tavolo negoziale, la stessa ha presentato due elementi di differenza rispetto agli anni precedenti:

  • un taglio netto di circa il 20% delle risorse disponibili rispetto al 2018 (da 7.156.043,25 anno 2018 a 5.830.791,50 anno 2019);

  • uno spostamento del 20% delle risorse stanziate dal criterio del dimensionamento degli uffici a quello delle classi di merito ottenute mediante la ricognizione dei ricorsi pervenuti pro capite e dei ricorsi definiti pro capite per ogni singolo ufficio.

Preso atto che il taglio dei fondi disponibili è derivato da un minor gettito del CUT per l’anno 2018 che comunque poteva essere compensato applicando una maggiore percentuale di prelievo ai relativi capitoli di spesa, USB ha evidenziato nel proprio intervento che la nuova distribuzione delle risorse sui criteri di corresponsione avrebbe amplificato eccessivamente le differenze tra uffici che comunque hanno realizzato gli obiettivi previsti dalla norma sul contributo unificato. Differenziazione, oltretutto, basata anche sul criterio dei ricorsi pervenuti pro capite che risulta essere un dato del tutto predeterminato da fattori esterni che nulla hanno a che fare con la prestazione degli uffici ma più che altro con il c.d. tasso di litigiosità relativo alla zona di territorio in cui ricade il singolo organo giurisdizionale.

Sempre nel proprio intervento, USB ha inoltre rilevato che ancora una volta sono rimasti esclusi dai compensi CUT alcuni uffici (per il 2019 le CTP di Alessandria, Gorizia e Aosta) nonostante sia stato richiesto più volte negli anni un intervento di modifica della normativa di riferimento per superare gli attuali vincoli legati all’obiettivo dell’abbattimento dell’arretrato così come oggi concepito al fine di poter erogare questa parte di salario accessorio a tutte le Commissioni Tributarie.

A completamento di un quadro a dir poco desolante, la delegazione di parte pubblica ha infine precisato che il criterio dell’assiduità partecipativa che verrà utilizzato per parametrare i compensi sarà quello ante pandemia e quindi sfavorevole per le categorie fragili.

Anche se la delegazione di parte pubblica ha modificato la ripartizione delle risorse riportandola a quella degli anni precedenti per evitare le distorsioni evidenziate nel corso della riunione, USB non ha sottoscritto l’accordo ritenendo insuperabili le altre criticità emerse.

Come preannunciato nella riunione di ieri, oggi alle ore 12:30 le Organizzazioni Sindacali incontreranno nuovamente la Sottosegretaria di Stato Alessandra Sartore in merito alla circolare MEF sul lavoro agile di recente emanazione.

Terremo informati i lavoratori sui futuri sviluppi.

Esecutivo Nazionale USB P.I. MEF

 

 

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