CONTINUIAMO COSÌ FACCIAMOCI DEL MALE IL DIPENDENTE PUBBLICO È SEMPRE IL NEMICO

Roma -

Da qualche anno ormai è diventata prassi generalizzata l’attacco alla Pubblica Amministrazione ed in particolare ai dipendenti pubblici. Le lavoratrici e i lavoratori pubblici sono additati come colpevoli di ogni inefficienza! La cosa è ancora più grave quando tali attacchi vengono portati direttamente dall’interno delle Amministrazioni Pubbliche ai propri dipendenti.

Da quanto questa OO.SS. ha avuto modo di apprendere, sembrerebbe che questo deprecabile atteggiamento si sia avuto anche in una recente riunione tra il Direttore Generale della DST, dott. Giuseppe Parise, ed i suoi Dirigenti alcuni dei quali avrebbero definito “pesi morti” i lavoratori a giustificazione dell’andamento poco produttivo dei loro uffici.

Sorge spontanea una domanda: come è possibile che i Dirigenti che si lamentano della produttività dei loro collaboratori, con termini anche lesivi della dignità dei lavoratori, siano gli stessi che raggiungono sempre l’obiettivo loro assegnato ricevendo, di conseguenza, lauti compensi?

Tali dirigenti sono quelli che hanno partecipato a costosi corsi sulla comunicazione, sul benessere organizzativo, sulla valorizzazione del personale ma una volta tornati sul posto di lavoro, l’unica competenza che alcuni di loro sono stati in grado di mettere in pratica è l’accanimento nei confronti dei collaboratori fatto in modo meticoloso. Usando le armi della burocrazia più bieca, dell’elemosina di qualche ora di straordinario (tagliato magari alle lavoratrici ed ai lavoratori portatori di handicap o che usufruiscono, a diverso titolo, di permessi ex L. 104/92) oppure elargendo, a modo di prebende, altri istituti remunerati in modo più o meno lauto provocano rivalità e fomentano discordie tra colleghi con l’antico adagio del divide et impera!

Noi ci aspetteremmo, per chiudere questa storiaccia, delle scuse da chi ha usato termini così lesivi e gravi! USB è pronta a dare battaglia e a mobilitare i lavoratori perché ciò non accada più. È troppo facile trovare capri espiatori senza preoccuparsi di mettere questi lavoratori, e quelli che verranno assunti in seguito, in una condizione ottimale per svolgere la loro funzione al servizio della collettività.

Stona il solito riferimento alle performance e alla produttività, in una categoria con il contratto scaduto e senza le risorse necessarie per rinnovarlo, con un ordinamento professionale arcaico, senza prospettive di carriera, afflitta dal fenomeno del mansionismo e della precarietà.

USB continuerà a battersi perché si smetta di criminalizzare un’intera categoria che tutti i giorni mette la propria faccia per coprire i disservizi causati dalle politiche di taglio che tutti i governi hanno praticato nei confronti della P.A.

Su tutti i tavoli ARAN, in ogni commissione paritetica che si vorrà creare per allungare il brodo di questa minestra riscaldata, in tutte le piazze dove le lavoratrici ed i lavoratori protesteranno, USB rivendicherà che si dia ai pubblici dipendenti un salario adeguato, opportunità di crescita professionale e dignità.

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