Direzione dei Servizi del Tesoro, i buoni i brutti e... i cattivi!

Roma -

Si è svolta ieri la prima sessione di approfondimento sull’utilizzo dell'applicativo RED, organizzata da Sogei per il personale del MEF. Il corso è stato ovviamente previsto in aula virtuale per le note ragioni di prevenzione al contagio da Covid-19. A questo modulo hanno avuto modo di partecipare una parte delle lavoratrici e dei lavoratori della Direzione dei Servizi del Tesoro. Presente in aula anche il Direttore Generale della DST dott.ssa Valentina Gemignani.

Vorremmo fare una premessa, USB si è sempre battuta per la partecipazione ad attività di formazione e di aggiornamento da parte di tutti i lavoratori poiché ciò costituisce un diritto per tutto il personale in servizio in quanto funzionale alla piena realizzazione e allo sviluppo delle proprie professionalità. In tal senso questa Organizzazione Sindacale ha sempre apprezzato le scelte dell'Amministrazione quando volte a favorire percorsi di formazione rivolti a tutte le lavoratrici e lavoratori del MEF.

Per questo avremmo voluto oggi plaudire a questa iniziativa invece di doverci occupare di quanto accaduto durante tale modulo e non certo per mancanza delle competenze didattiche di chi ha tenuto il corso. Purtroppo il tutto è stato profondamente segnato dall’atteggiamento, a dir poco offensivo, della Dottoressa Gemignani verso chi tardava ad accedere per problemi non certo da additare a negligenza dei lavoratori. Infatti, bisogna segnalare che una carenza di comunicazione da parte di Sogei (la stessa ha poi ammesso in quella sede l'errore) avrebbe dovuto avvisare i partecipanti, i quali di norma per svolgere il lavoro in Smart Working usano l'applicativo Citrix, che la procedura corretta di accesso doveva essere fatta tramite altro percorso. Molte delle lavoratrici e dei lavoratori in lavoro agile che, ricordiamolo, da mesi svolgono il loro ruolo in modo impeccabile e proficuo, hanno avuto difficoltà tecniche ad accedere, poi superate per la grande volontà di voler partecipare nonostante il difetto di informazione.

Tuttavia una volta collegati quanto è accaduto è stato ben lontano da quanto si sarebbero potuti attendere, cioè una riunione con molti partecipanti e tanta voglia di confrontarsi ed apprendere ma uno “stato di polizia” che nulla ha a che vedere con il benessere organizzativo e l’efficienza della P.A. di cui tanto si parla nei vari seminari che il MEF organizza.

La dott.ssa Gemignani sembrerebbe abbia dispensato parole, commenti e reprimende, anche facendo nomi e cognomi di alcuni collaboratori, minacciando di ritenere “assenti ingiustificati” coloro che non fossero riusciti ad accedere all’incontro. Si sarebbe venuta a creare una situazione sgradevole nella quale il Direttore Generale, senza curarsi troppo dei motivi ostativi per i quali lavoratrici e lavoratori non risultavano collegati, avrebbe messo in dubbio pure le capacità degli stessi di saper lavorare in modo agile, il che non giova in questo momento storico a nessuno. Sopratutto, ribadiamo, dopo il lavoro svolto non senza difficoltà e con carenza di mezzi messi a disposizione dalla Direzione dei Servizi Tesoro e che tuttavia ha visto e vede fronteggiare la pandemia senza interruzione dei servizi. Sarebbe anche stato affermato dalla medesima Dirigente che tutti debbano stare collegati sempre, con buona pace per il diritto alla disconnessione e alla possibilità di coniugare al meglio le esigenze della vita lavorativa e quella privata.

Ci chiediamo con preoccupazione se sia questo lo spirito con il quale alcuni Direttori Generali e Dirigenti si apprestino al fatidico rientro alla normalità.

Preoccupano certe “modalità organizzative” che si stanno imponendo alla DST, dopo la partenza del precedente Direttore Generale, con le quali i Dirigenti a “briglia sciolta” ormai quotidianamente mettono a tacere, con ritorsioni mirate, i lavoratori che intendano restare in lavoro agile anziché rientrare o usufruiscano di altri istituti garantiti da leggi e contratti. Visto che tali situazioni si sono verificate anche nei confronti di lavoratrici e lavoratori fragili USB ha già invitato la dott.ssa Vaccaro in qualità di Datore di lavoro a verificare che non siano compromessi i parametri di sicurezza previsti dal protocollo Anticovid e dai recenti aggiornamenti normativi in materia.

Aggiungiamo che in questo quadro taluni Dirigenti hanno anche il coraggio di rivendicare un sistema “premiale” di valutazione decisamente iniquo e soprattutto “strabico”, perché non guarda mai al loro operato, ma diventa sbilanciato e sempre più frequentemente ritorsivo proprio per i lavoratori dipendenti che cercano di fare il loro dovere colpevoli di chedere diritti e chiarezza.

Riconosciamo, infine, alla RSU DST il merito di aver messo il cosiddetto "dito nella piaga" centrando e denunciando con forza uno degli effetti peggiori derivanti da tali atteggiamenti che lavoratori e lavoratrici vivono sempre più con condizioni di stress crescente e non certo secondario.

USB auspica la convergenza di tutti i soggetti sindacali e della RSU in un percorso di iniziative di contrasto condivise e necessarie.

USB P.I. DST

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