Entra nel vivo la tornata di rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici 2025-2027
15 aprile ore 10,00 assemblea/presidio sotto al Ministero per la PA (piazza Vidoni)
La tornata contrattuale in corso si colloca inevitabilmente in continuità con quella precedente, conclusa lo scorso anno e che ha visto un sensibile arretramento dei salari reali e una sostanziale rottura del sistema di relazioni sindacali basato sulla concertazione, con l’espulsione delle tre organizzazioni sindacali, ree di non aver firmato un contratto a perdere, dai tavoli della contrattazione integrativa.
Una tornata contrattuale ipotecata dal drammatico scenario internazionale caratterizzato da un conflitto pesantissimo in Medio Oriente con l' inevitabile impennata dei prezzi che, visto che il governo considera le risorse stanziate per i rinnovi contrattuali non contrattabili, rischiano di produrre anche nei CCNL 2025-2027 un’ulteriore perdita del potere d’acquisto dei salari.
Da qui la scelta di USB PI di caratterizzare la propria piattaforma contrattuale su salari, diretti e indiretti, e democrazia sindacale, a partire dalla improcrastinabile necessità di introdurre un meccanismo automatico di adeguamento delle retribuzioni al costo della vita, per assicurare da un lato la tenuta dei salari, dall'altro restituire al contratto la sua naturale funzione: assicurare un avanzamento economico.
Ecco i punti che caratterizzeranno la giornata del 15 aprile:
Aumenti salariali superiori all’inflazione per restituire al CCNL la funzione di redistribuzione della ricchezza;
Aumento dei buoni pasto, il cui valore di 7 euro risale al 2012 e sicuramente non garantisce un pasto adeguato, soprattutto in una fase in cui l'inflazione pesa sul carrello della spesa molto di più che su altri beni di consumo;
Cancellazione dell’apartheid sindacale per le organizzazioni che decidono di non firmare i contratti nazionali;
Riconoscimento del ruolo che la legge assegna alle RSU garantendone piena rappresentanza a tutti i livelli di contrattazione integrativa anche nazionali.
Finora l’ARAN ha fatto orecchie da mercante e allora è tempo di andare a farci sentire sotto le finestre del Ministro Zangrillo, il quale, nel frattempo, ci ha fatto sapere che non ci sono risorse aggiuntive per i contratti, ma continua a rilasciare interviste nelle quali si vanta della famigerata continuità contrattuale evitando di dire che essa finora ha prodotto per le lavoratrici e i lavoratori pubblici un calo dei salari reali di quasi dieci punti percentuali.
Abbattere le compatibilità del nuovo patto di stabilità che fissa gli aumenti contrattuali a prescindere dall’inflazione reale
Rompere la gabbia di un sistema di relazioni sindacali basato sulla complicità e la repressione del dissenso, rimettendo le RSU, democraticamente elette da lavoratrici e lavoratori pubblici, al centro del sistema della contrattazione integrativa.
Per non pagare i costi della guerra che vogliono far ricadere su lavoratrici e lavoratori
Mercoledì 15 aprile ore 10,00 manifestazione nazionale al ministero della Pubblica Amministrazione