Gestione delle emergenze e lavoro agile: servono soluzioni reali, non risposte di facciata

Diciamolo subito NO all’uso dello smart working come ammortizzatore sociale per spegnere la protesta!

Roma -

In questi giorni stiamo assistendo all’ennesima operazione di mistificazione della realtà, si vorrebbe far passare la crisi dell’approvvigionamento del carburante come un problema puramente tecnico e congiunturale, legato unicamente allo sciopero degli autotrasportatori.

​Di fronte a questo scenario, la proposta avanzata da altre organizzazioni sindacali di aumentare temporaneamente le giornate di lavoro agile rivela la sua vera natura: una misura palliativa che non solo non risolve il problema, ma funziona da vero e proprio “servizio” reso a un Governo che continua a ignorare deliberatamente i rincari, il carovita e le reali sofferenze delle famiglie.

​Perché diciamo un NO fermo a questa impostazione, perché ​la disaggregazione dei lavoratori indebolisce le lotte. Infatti, isolando i lavoratori nelle proprie abitazioni si favorisce la frammentazione e l’atomizzazione della classe lavoratrice. È facile comprendere che in un momento in cui la spinta sociale e di protesta sta crescendo nel Paese, dividere chi lavora significa disinnescare le mobilitazioni, affievolire gli scioperi e neutralizzare la conflittualità sociale.

È un’operazione utile solo a chi vuole mantenere la pace sociale a spese dei lavoratori.

​Così facendo si copre la politica dell’economia di guerra!

Mentre i costi delle materie energetiche e primarie devastano i bilanci familiari di lavoratori, pensionati e studenti, assistiamo a continui tagli alla spesa pubblica e ai servizi essenziali per i cittadini, a fronte di un costante e ingiustificato aumento delle risorse destinate al riarmo e alle spese militari.

Far finta che il problema sia solo “trovare la benzina per andare a lavorare” significa prestarsi alla narrazione mediatica del Governo, che punta a soffocare le giuste rivendicazioni sociali.

​Lo smart working non è un ammortizzatore di comodo, il lavoro agile è uno strumento di organizzazione del lavoro e di conciliazione dei tempi di vita, non un tappabuchi d’emergenza da usare per scaricare sui singoli i costi della crisi energetica e delle carenze infrastrutturali, dimenticando peraltro chi svolge mansioni in presenza e rimane penalizzato due volte. Condanniamo con forza il ruolo di quelle sigle che al mattino firmano ai tavoli contratti da fame — subordinati a meccanismi di adeguamento salariale del tutto inadeguati e ciechi di fronte al reale aumento del costo della vita — e al pomeriggio si prestano a fare da “pompieri”, spegnendo la rabbia sociale con soluzioni di facciata per compiacere l’esecutivo.

​USB diversamente crede che sia importante unire le lotte di tutti e per tutti!

​Il ruolo di un sindacato di classe e di lotta non è quello di favorire la ritirata nel privato, ma quello di unire le vertenze.

Le problematiche che stiamo vivendo non sono legate a crisi passeggere, ma a precisi indirizzi politici ed economici che stanno impoverendo la popolazione.

​Le risposte non si trovano nell’isolamento individuale, ma nella partecipazione collettiva. Le lotte vanno unite e devono essere portate avanti da tutti e per tutti, lavoratori, lavoratrici, precari, studenti e pensionati.

 USB ​chiede:

- ​aumenti salariali reali che tengano conto dell’effettivo costo dell’energia e dell’inflazione, non parametri farsa;

- misure concrete di sostegno economico immediato per i trasporti e i costi di spostamento a carico delle aziende e delle istituzioni, senza distinzioni di mansione;

- il blocco dei tagli alla spesa pubblica e alle politiche di riarmo, per restituire risorse alle retribuzioni, alla sanità, alla scuola e ai servizi sociali;

- un Lavoro Agile tutelato e contrattualizzato, che non venga mai più strumentalizzato come ammortizzatore d’emergenza o come strumento di frammentazione delle tutele e dei diritti.

Anche per questo, diamo appuntamento a tutto il personale del MEF all'assemblea di martedì 27 ottobre, ore 10:30 nella sede di via XX Settembre - stanza 4601 o da remoto al link Zoom Meeting Assemblea 27/10, verso lo sciopero generale e lo sciopero internazionale dei porti contro guerra e carovita il prossimo 30 ottobre.

​Non saremo complici nel silenzio. La lotta non si sposta a casa, si organizza nei posti di lavoro e nelle piazze!