L’Amministrazione sceglie il silenzio: noi scegliamo la mobilitazione!
Nonostante le ripetute sollecitazioni, le richieste di chiarimento e i solleciti inviati nelle sedi opportune, USB si trova costretta a denunciare pubblicamente lo stato di totale immobilismo in cui versa l’Amministrazione.
Siamo di fronte a un silenzio assordante che non è solo una mancanza di cortesia istituzionale, ma un segnale di profondo disinteresse verso le condizioni di lavoro e i diritti dei dipendenti. È inaccettabile che questioni cruciali vengano lasciate nel limbo dell’incertezza, senza alcuna visione strategica né volontà di confronto.
In particolare, ribadiamo l'assoluta inerzia dell'Amministrazione riguardo ai seguenti punti:
- Attuazione delle PEO 2025 (Progressioni Economiche Orizzontali): il riconoscimento della professionalità non può restare una promessa su carta. Esigiamo l’immediata definizione dei criteri e l’avvio delle procedure per le PEO 2025. Ogni giorno di ritardo è un danno economico diretto che i lavoratori subiscono ingiustamente.
- Smart Working e Coworking in perenne proroga: la gestione a “vista” tramite continue proroghe dell'ultimo minuto è specchio di una totale assenza di programmazione. Deve essere avviata la stabilizzazione di questi istituti in modo da garantire il diritto al lavoro agile e al coworking come modalità strutturali e non come concessioni temporanee e precarie.
- Orario di lavoro e conciliazione vita-lavoro: è necessario superare le attuali rigidità. Serve un confronto serio che armonizzi le esigenze di servizio con il benessere dei lavoratori garantendo una flessibilità reale e condivisa.
- Erogazione dei Buoni Pasto: la regolarità e la puntualità nell’erogazione dei buoni pasto sono un atto dovuto, non una variabile dipendente dai tempi della burocrazia. È intollerabile che i lavoratori debbano sollecitare ciò che spetta loro di diritto per il ristoro della propria attività.
- Piano formativo adeguato per tutte le famiglie professionali: la formazione non può essere un adempimento formale o limitata a pochi settori. Serve un piano organico che coinvolga tutte le famiglie professionali, garantendo la riqualificazione e l’aggiornamento costante necessario per affrontare le sfide della Pubblica Amministrazione moderna.
- Dotazione CNS per l’accesso alle applicazioni MEF: è paradossale pretendere efficienza se non vengono forniti gli strumenti minimi di lavoro. La mancata dotazione della Carta Nazionale dei Servizi (CNS) a tutto il personale impedisce l’accesso ai sistemi MEF, rallentando l’operatività e creando inutili colli di bottiglia amministrativi.
L'Amministrazione sembra aver scelto la via del non fare e del non rispondere, sperando forse che il tempo diluisca le criticità. Non sarà così.
Il dialogo non può essere a senso unico. Il rispetto per chi lavora passa necessariamente attraverso risposte chiare, scadenze certe e soluzioni concrete. Questo atteggiamento di chiusura non fa che alimentare il clima di sfiducia e malessere tra i lavoratori, compromettendo l’efficienza dei servizi stessi.
Cosa chiediamo: esigiamo la convocazione immediata di un tavolo tecnico per discutere i punti sopra elencati. Non accetteremo più rinvii né risposte di circostanza.
La misura è colma! Se questo silenzio dovesse perdurare, metteremo in atto tutte le forme di mobilitazione necessarie a tutela della dignità e dei diritti di tutto il personale.
L'Amministrazione batta un colpo, o ne trarremo le dovute conseguenze.