NON C'E' NULLA DI "BUONO" NEL BUONO ELETTRONICO

Roma -

I dipendenti pubblici rappresentano i due terzi di coloro che usufruiscono dei buoni pasto e sembra proprio che, oltre a essere un bel giro d’affari, possa anche essere oggetto di spending review, continuando a penalizzare i dipendenti.

In questi giorni alcuni uffici del MEF hanno cominciato il passaggio dai buoni pasto cartacei a quelli elettronici con la sgradita sorpresa di scoprire che sono meno spendibili di quelli cartacei. Quella che da molti (comprese alcune organizzazioni sindacali) è considerata la panacea dei problemi rilevati nel tempo dai buoni pasto cartacei rischia di essere un problema ancor più grande!

Sebbene da poco in distribuzione sono già diversi i lavoratori a lamentare che i ticket elettronici sono ancor più difficilmente spendibili dati i pochissimi esercizi dotati di lettori elettronici (POS dedicati). Parliamo degli stessi lavoratori pubblici i cui contratti sbloccati dopo 9 anni grazie  ai sindacati complici con il governo Renzi hanno avuto aumenti medi di miseri 85 euro. Le cui retribuzioni sono erose da una pressione fiscale elevatissima; i cui diritti, uno alla volta sono azzerati dalle cosiddette “riforme modernizzatrici”.

Così il Governo, anziché preoccuparsi di stanziare le risorse per i rinnovi contrattuali, di adeguare il valore dei buoni pasto al reale costo della vita e renderli monetizzabili in busta paga, continua vergognosamente a mettere le mani in tasca ai lavoratori rendendo impossibile la fruizione dei più elementari diritti come quello al buono pasto.

Lo stesso Governo, quando si tratta di attaccare diritti e retribuzioni, trova sempre una sponda nei vertici delle Amministrazioni che sono più “realisti del Re”, pronti a bastonare i lavoratori.

Noi non ci stiamo! Siamo convinti che la difesa dei grandi diritti comincia da quelli più elementari. USB chiede la piena esenzione fiscale, la piena spendibilità, a prescindere dalla forma con cui vengono erogati i buoni pasto.

Nell’immediato quello che ci interessa è che ai lavoratori sia garantita la fruibilità dei buoni pasto e che il Ministero dell’Economia e delle Finanze si faccia garante, affinché i nuovi Ticket non siano la deriva elettronica delle stesse precarie condizioni del servizio precedentemente reso (vedi QUI Ticket) frutto delle gare al ribasso di CONSIP com’è stato per quelli cartacei!

Se il disservizio continuerà, sarà la dimostrazione della fondatezza della nostra contrarietà nei confronti di tutta questa operazione. “Venduta” dall’Amministrazione come un miglioramento, ma in effetti finalizzata solo a semplificare il lavoro della stessa, penalizzando i lavoratori che oggi si trovano in tasca un pezzo di plastica inutile, a meno di non andare all’ “iper segnalato” che li prende senza problemi. Ci chiediamo: è giusto imporre al lavoratore di andare a fare la spesa dove vuole il “Signor Repas” o sia giusto imporre al “Signor Repas” di allargare in modo capillare le convenzioni?

La soluzione: monetizzare, in busta paga, il buono pasto!

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