SICUREZZA, SPAZI, LAVORO AGILE… CURIAMO IL RIENTRO!

Roma -

Il 21 settembre l'Amministrazione ha convocato le OO. SS. E la RSU di via XX settembre per definire un protocollo di sicurezza per gli accessi al Palazzo. La direttiva era già stata inviata nei primi giorni di settembre, si attendeva questo passaggio sindacale per darne attuazione. Cosa prevede la nuova direttiva:

 

  • l'attivazione dei termoscanner agli ingressi, che restano quelli di Via Venti Settembre e di via Cernaia, nel caso di Temperatura corporea non conforme (37,5°) o in assenza di mascherina il tornello del dipendente si blocca e non consente l'accesso;
  • l'apertura per la sola uscita dei portoni di via Pastrengo e di via Goito;
  • la distribuzione dei DPI e degli igienizzanti necessari alla sanificazione delle singole postazioni.

Nel merito come USB non abbiamo molto da dire. L'unica cosa che ci premeva sottolineare che le mascherine in distribuzione per il fabbisogno personale sono prive di incarto e consegnate ai lavoratori sfuse, perché la fornitura è in confezioni da cinquanta. L'Amministrazione si è giustificata dicendo che la scelta è dovuta al contenimento dei costi. Riteniamo che le mascherine debbano essere il più possibile sterili altrimenti si inficia la loro funzione. Inoltre sulla salute dei dipendenti non è possibile pensare ad alcun contenimento dei costi. In qualsiasi tabaccheria o supermercato il costo delle mascherine è di 50 centesimi al pezzo, considerato quante ne ha ordinate l'Amministrazione risparmiare sul costo ci sembra illogico.

Altra questione sollevata dalla USB è stata quella dell'avvio del rientro in presenza di un numero progressivamente crescente di personale in assenza di una direttiva unica e inequivocabile. Scelta che, seppur supportata dalla normativa vigente, è risultata intempestiva e senza alcun confronto con le parti sociali. Mentre dal protocollo sulla sicurezza sottoscritto da tutte le OO. SS. il 29 luglio era previsto un ulteriore confronto per l'avvio del rientro graduale in sede. Credevamo che prima degli incontri di secondo livello, quelli RSU, si fosse convocato un tavolo nazionale per definire la policy generale all'interno della quale si fissavano criteri certi per il rientro in presenza. Eravamo speranzosi in una nuova stagione di relazioni sindacali e ci siamo trovati di fronte un'Amministrazione vecchio modello e pure usurato, che incassa la firma sul protocollo per la sicurezza e poi lo usa per agire unilateralmente. Con una conseguente fase di rientro confusa e contraddittoria, con fughe in avanti di dirigenti e incertezza per i lavoratori. A nulla è servita, evidentemente, la nota di tutte le OO. SS. Rappresentative che già ai primi di settembre lamentava un'azione autoreferenziale dell'Amministrazione e una disattenzione alle esigenze dei dipendenti in modo particolare ai pagamenti dovuti (Comma 165 e FRD).

Dopo le reazioni del tavolo del 21 settembre è arrivata tempestiva la convocazione nazionale per il 24 settembre. Ci auguriamo che questo prossimo incontro possa fare chiarezza nella gestione del rientro in presenza e puntualizzi le reali necessità dei singoli pezzi dell'Amministrazione.

La cosa che possiamo affermare e che alle chiacchiere di collaborazione e condivisione annunciate dall'Amministrazione non è seguito alcun fatto concreto. L'intervento della dott.ssa Parrella in conclusione all'incontro non è certo stato un buon viatico per una nuova stagione di relazioni sindacali. Affermare che esistono indicazioni normative già da fine luglio circa il rientro e non predisporre i necessari passaggi con le OO. SS., a parte il protocollo sulla sicurezza, non è corretto. Aver lasciato ai singoli dirigenti, responsabili delle micro organizzazioni, la competenza del rientro in sicurezza ha creato una inaccettabile confusione e disparità di trattamento tra il personale del MEF, inopportuna in questo delicato momento storico. 

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