USB: L’AMMINISTRAZIONE IMPONE, GLI ALTRI TACCIONO
USB denuncia con forza l’ennesimo atto autoritario dell’Amministrazione, che impone un provvedimento unilaterale sull’accordo dei criteri di accessibilità al lavoro agile e coworking, scaricando sui lavoratori il fallimento di un confronto mai realmente voluto.
Altro che contrattazione: qui siamo di fronte a una decisione calata dall’alto, costruita per aggirare il confronto sindacale e imporre regole peggiorative.
A dimostrazione di questa totale chiusura, il MEF fra l’altro non prende in considerazione neanche la diffida della nostra O.S. ad adempiere alla sentenza che ci riconosce il diritto di essere ammessi ai tavoli per le informative e il confronto (diffida a cui l’Amministrazione non si degna nemmeno di replicare!), ignorando deliberatamente l'obbligo.
Di fronte a questa grave forzatura, quasi la totalità delle organizzazioni sindacali tacciono: nessuna presa di posizione chiara o denuncia pubblica o, peggio ancora, si comportano come fossero la Segreteria dell’Amministrazione e si prodigano nella diffusione di determine e moduli. Questo silenzio complice è inaccettabile e non fa altro che favorire le imposizioni dell’amministrazione riducendo al minimo i segnali di disturbo.
USB non ci sta: quando si colpiscono i diritti, non possono esistere posizioni “neutrali”.
L’Amministrazione certifica il mancato accordo e reitera ancora una volta con un atto unilaterale la castrazione del confronto, riducendolo a mera formalità.
Questo è un comportamento gravissimo che esprime con tutta la sua veemenza l’indisponibilità alla mediazione, alla propensione al confronto e l’indifferenza di fronte al ruolo delle RSU e delle organizzazioni sindacali.
L’amministrazione, oltre ad aver certificato il mancato accordo, ha attestato che questi strumenti di organizzazione del lavoro, che dovrebbero generare benessere organizzativo per tutto il personale, non sono altro che forme di controllo unilaterale presentate come pietose concessioni nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori.
Queste premesse pongono le basi per creare un terreno fertile a favoritismi, disuguaglianze ed arbitrarietà da parte della dirigenza che, stando ai fatti, già da lungo tempo sta procedendo in questa direzione.
La linea di USB è chiara: la linea rossa non va oltrepassata. Gli atti unilaterali, la discrezionalità senza regole e i silenzi complici non possono esistere.
Alla luce di tutto ciò USB chiede subito la riapertura del confronto, regole trasparenti, chiare e tutele uguali per tutto il personale.
Se l’amministrazione continuerà in questa direzione, USB è pronta alla mobilitazione.
Perché i diritti non si regalano, non si concedono, non si impongono: si conquistano e si difendono.